Mike Rutherford, Tony Banks e Peter Gabriel si sono ritrovati il 14 aprile 2026 agli Air Studios di Londra per presentare la nuova ristampa di From Genesis to Revelation, il primo album dei Genesis, che Cherry Red ed Esoteric Recordings pubblicheranno in più formati per riportare alla luce gli esordi della band inglese. «Sei tu?», chiede Rutherford a Banks mentre riascoltano In the Beginning: una domanda semplice, quasi domestica, che dice molto di quel materiale inciso nel 1969, quando il gruppo cercava ancora una voce, un suono, una direzione.
Genesis, il ritorno alle origini con From Genesis to Revelation
La scena, raccontata nei materiali della nuova edizione, ha un sapore raro: Tony Banks, Mike Rutherford e, a sorpresa, Peter Gabriel seduti insieme ad ascoltare brani che appartengono alla loro adolescenza musicale. Non i Genesis delle arene, dei costumi teatrali o delle lunghe suite progressive, ma una band di ragazzi usciti dalla Charterhouse School, ancora incerta e legata a un pop orchestrale di fine anni Sessanta.
From Genesis to Revelation, pubblicato nel 1969, resta infatti un debutto acerbo, distante da ciò che il gruppo sarebbe diventato poco dopo. A produrlo fu Jonathan King, il primo a credere in quei giovani musicisti; alla batteria c’era John Silver, mentre Steve Hackett e Phil Collins sarebbero arrivati solo più avanti. La svolta, per molti ascoltatori, comincerà nel 1970 con Trespass. Prima, però, c’era questo disco. Fragile, curioso, a tratti ingenuo.
La ristampa Cherry Red: tre formati e nuovi mix
La nuova edizione curata da Cherry Red ed Esoteric Recordings uscirà in tre configurazioni: un cofanetto deluxe con 4 CD e Blu-ray, una versione in doppio CD e una in doppio vinile. Il cuore del progetto è il lavoro di Stephen W Tayler, che ha realizzato nuovi mix in stereo, 5.1 Surround Sound e Dolby Atmos, accanto ai mix originali mono e stereo rimasterizzati.
Nel cofanetto più completo troveranno spazio anche singoli, demo rari e materiale finora non disponibile in questa forma. C’è, poi, una parte video: l’incontro del 2026 agli Air Studios, con Banks, Gabriel e Rutherford in conversazione davanti alle tracce di un tempo. Il libretto, di 68 pagine, include un saggio di Jon Dann e contributi dei quattro membri originali coinvolti nel progetto: Banks, Gabriel, Rutherford e Anthony Phillips, che hanno autorizzato la pubblicazione.
Non è una semplice operazione da archivio, almeno nelle intenzioni. È un modo per rimettere ordine in un capitolo spesso rimasto ai margini della narrazione ufficiale dei Genesis, schiacciato tra il mito degli anni progressive e il successo pop dei decenni successivi.
Dai demo del 1967 al Blu-ray: cosa contiene l’edizione deluxe
La versione deluxe di From Genesis to Revelation si apre con i nuovi mix dell’album: da Where The Sour Turns To Sweet a A Place To Call My Own, passando per In The Beginning, The Serpent, The Conqueror e Silent Sun. A questi si aggiungono brani bonus come A Winter’s Tale, One Eyed Hound, Image Blown Out e Visions Of Angels, materiale che aiuta a ricostruire il laboratorio creativo del gruppo.
Il secondo disco presenta il mix mono rimasterizzato dell’LP, con ulteriori tracce come Build Me A Mountain, That’s Me e la versione mono single di The Silent Sun. Il terzo disco recupera invece il mix stereo originale, sempre rimasterizzato. Qui il confronto diventa interessante: si ascolta non solo la musica, ma anche il modo in cui quel suono veniva immaginato e confezionato nel 1969.
Il quarto CD è dedicato ai demo del 1967 e del 1968. Titoli come Patricia, Try A Little Sadness, She is Beautiful, The Magic Of Time e The Mystery Of The Flannan Isle Lighthouse raccontano un gruppo ancora in formazione, con intuizioni sparse e qualche esitazione. Sul Blu-ray, infine, arrivano i mix a 96 kHz / 24-bit in Atmos, 5.1 e stereo, oltre al video dell’incontro londinese del 14 aprile 2026. Un documento, più che un extra.
Un disco prima della leggenda dei Genesis
Riascoltato oggi, From Genesis to Revelation non somiglia ai Genesis che il pubblico avrebbe imparato a conoscere con Nursery Cryme, Foxtrot o Selling England by the Pound. Manca ancora l’architettura complessa degli anni Settanta, manca la teatralità piena di Peter Gabriel, manca quel dialogo serrato tra chitarre, tastiere e sezione ritmica che sarebbe diventato il marchio della band.
Eppure proprio questa distanza rende la ristampa interessante. Dentro quelle canzoni si avvertono tentativi, deviazioni, piccole ambizioni già presenti sotto la superficie. Tony Banks cerca spazio con le tastiere, Mike Rutherford costruisce linee ancora sobrie, Peter Gabriel lavora su una voce non ancora trasformata in maschera scenica. Sono appunti, in un certo senso. Ma appunti decisivi.
La nuova edizione non riscrive la storia dei Genesis, né prova a trasformare il debutto in qualcosa che non è stato. Lo rimette però nel suo posto: l’inizio di un percorso, prima dei cambi di formazione, prima dell’arrivo di Phil Collins e Steve Hackett, prima che il nome Genesis diventasse altro. E quella domanda di Rutherford a Banks — «Sei tu?» — resta forse la chiave migliore: riconoscersi, mezzo secolo dopo, in una musica nata quando tutto era ancora da decidere.
