A Birmingham, mercoledì 22 luglio 2026, la famiglia di Ozzy Osbourne ha ricordato il frontman dei Black Sabbath a un anno dalla morte, nel giorno del primo Ozzy Day, una celebrazione voluta dalla città per rendere omaggio al musicista nato lì e diventato una delle figure centrali dell’heavy metal.
Sharon Osbourne alla BBC: “Ricordatelo alzando la musica”
Nel giorno in cui Birmingham si è fermata per il primo Ozzy Day, Sharon Osbourne ha scelto la radio locale della BBC per raccontare, con voce spesso incrinata, il marito scomparso il 22 luglio 2025. Intervistata da BBC Radio WM, ha spiegato che vorrebbe vedere ricordato Ozzy Osbourne non soltanto come il “Prince of Darkness”, ma come un uomo capace di far ridere chiunque gli stesse accanto: “Vorrei che la gente ricordasse quanto fosse divertente: divertente, carismatico e autentico”.
Poi, quasi a restituire il tono diretto che lo accompagnava anche fuori dal palco, Sharon ha citato quello che sarebbe stato il desiderio dell’artista: “Come direbbe Ozzy: quando volete ricordarmi, alzate la mia musica a tutto volume, il più forte possibile, e fate headbanging”. Una frase semplice, ruvida, in linea con il personaggio. E anche con l’uomo, ha lasciato intendere la moglie, che non amava troppe cerimonie e preferiva l’energia del suono alle parole troppo composte.
“Era autentico”: il ricordo del marito e dell’uomo
Nel suo intervento alla BBC, Sharon Osbourne ha insistito su un punto: l’autenticità. “Non ha mai cercato di essere qualcosa di diverso da ciò che era”, ha detto, descrivendo Ozzy come una persona che “diceva la verità su qualsiasi cosa”. Non una figura costruita, dunque, ma un artista che portava con sé le proprie contraddizioni, gli eccessi, la fragilità e una forma di ironia spesso disarmante.
La moglie ha raccontato anche la quotidianità, quella lontana dagli stadi e dalle copertine. “Potevamo avere i litigi peggiori del mondo, ma finivamo sempre per ridere”, ha confidato, aggiungendo che bastava una frase fuori posto, “qualcosa di talmente assurdo”, per sciogliere la tensione. In quel ricordo domestico, fatto di discussioni e risate improvvise, c’è forse una delle immagini più nette dell’uomo dietro il mito dei Black Sabbath.
Birmingham, la casa dell’heavy metal e del Prince of Darkness
Il legame tra Ozzy Osbourne e Birmingham resta uno dei fili più forti di questa giornata. La città delle Midlands, dove il cantante era nato nel quartiere di Aston, lo ha celebrato con il primo Ozzy Day, a dodici mesi dalla scomparsa e a poche settimane — nel calendario dei ricordi familiari — dal concerto d’addio Back to the Beginning, ospitato nel 2025 a Villa Park con la formazione originale dei Black Sabbath.
“Questa è la casa dell’heavy metal. È la casa di Ozzy, il luogo dove è nato, ciò che amava”, ha spiegato Sharon, senza girarci troppo intorno. Secondo la moglie, una giornata come l’Ozzy Day non avrebbe avuto lo stesso senso altrove: “Amava questa città, amava la sua gente. Era orgoglioso di essere di Birmingham. Punto”. Parole che, nella loro secchezza, raccontano il rapporto tra un artista globale e una città operaia che non ha mai smesso di riconoscerlo come uno dei suoi.
Kelly Osbourne e il lutto: “Mi manca chi ero prima”
Nelle stesse ore, anche Kelly Osbourne ha affidato a Instagram un messaggio dedicato al padre. Non un semplice omaggio pubblico, ma una riflessione sul lutto e su ciò che resta in chi sopravvive a una perdita così vicina. “Non piango soltanto il padre che ho perso”, ha scritto. “Piango la persona che ero prima che la morte insegnasse al mio cuore il proprio nome”.
Nel testo, Kelly ha descritto il dolore come una trasformazione silenziosa, quotidiana. “Si pensa che il lutto significhi sentire la mancanza di chi non c’è più”, ha scritto ancora, “ma il dolore più profondo è svegliarsi ogni giorno desiderando la versione di te stessa che è morta insieme a quella persona”. Parole dure, senza filtro, che hanno raccolto in poche ore molte reazioni dei fan della famiglia Osbourne.
Il passaggio più intimo arriva quando la figlia del cantante parla del vuoto lasciato da Ozzy Osbourne: “Mi manca la persona che ero prima della morte di mio padre. Prima che il mio cuore diventasse una casa per l’assenza. Prima che ogni ricordo diventasse insieme una benedizione e una ferita”. E la chiusura, affidata ancora ai social, sembra riassumere il senso di questo primo anniversario: la morte, ha scritto Kelly, “lascia noi a vivere come fantasmi delle persone che eravamo”. A Birmingham, intanto, la musica dei Black Sabbath è tornata a salire di volume. Come avrebbe voluto lui.
