MUSICA

Caso D4vd, in aula le prove choc: foto, video della polizia e messaggi contro il cantante

Auto elettrica scura parcheggiata davanti a un tribunale, con agenti e giornalisti dietro le transenne Un’auto parcheggiata davanti al tribunale mentre giornalisti e forze dell’ordine attendono all’esterno dell’ingresso.

David Anthony Burke, il musicista statunitense noto come D4vd, è comparso questa settimana davanti a un tribunale di Los Angeles nell’udienza preliminare del processo per l’omicidio di Celeste Rivas Hernandez, la 14enne trovata nel 2025 nel bagagliaio anteriore della sua Tesla, mentre l’accusa ricostruiva il presunto movente legato al tentativo di nascondere abusi e una relazione con la ragazza.

Le immagini dei resti di Celeste Rivas mostrate in aula

In aula, secondo quanto emerso durante l’udienza, Burke è rimasto immobile mentre i pubblici ministeri mostravano le fotografie dei resti di Celeste Rivas Hernandez, rinvenuti in due sacchi di plastica neri nel vano anteriore della sua auto. Una delle immagini mostrava il torso della ragazza, privo degli arti; un’altra, separata, braccia e gambe. I genitori della 14enne erano presenti e, riferiscono i media locali, sono apparsi scossi durante la proiezione.

Tra le fotografie esaminate dalla corte c’era anche un primo piano del ginocchio destro della vittima, sul quale l’accusa sostiene siano visibili frammenti di plastica blu riconducibili a una piscina gonfiabile. Secondo gli investigatori, quella piscina sarebbe stata usata per raccogliere il sangue durante lo smembramento del corpo. Un’altra immagine ha mostrato la mano sinistra di Celeste, con anulare e mignolo amputati. Un dettaglio, poi, è stato richiamato più volte: il tatuaggio con la scritta “Shhh…” sull’indice destro della ragazza, identico a quello attribuito a D4vd.

La ricostruzione dell’accusa: l’Uber, la casa e il tour

Secondo la procura di Los Angeles, David Anthony Burke avrebbe attirato Celeste nella propria abitazione la sera del 23 aprile 2025, pagando un viaggio in Uber per farla arrivare da lui. Gli investigatori sostengono che, poco dopo l’arrivo, il musicista l’avrebbe uccisa a coltellate. Il movente indicato dall’accusa è netto: impedire alla ragazza di rendere pubblica la loro relazione e i presunti abusi sessuali, con possibili conseguenze sulla carriera dell’artista.

Dopo l’omicidio, sempre secondo la ricostruzione dei pubblici ministeri, Burke sarebbe partito per un tour promozionale in diversi Stati americani. Al rientro a Los Angeles, avrebbe smembrato il corpo e nascosto i resti nella Tesla. L’agente Joshua Byers, il poliziotto che ha ritrovato il corpo, ha raccontato in aula le condizioni del cadavere: «Era in un avanzato stato di decomposizione. Lo scollamento della pelle lo rendeva irriconoscibile». Parole secche. In quel momento, nell’aula, il silenzio è diventato più pesante.

Tra gli elementi prodotti dall’accusa ci sono anche i dati della Tesla di Burke, che collocherebbero il musicista alla guida dell’auto per l’ultima volta il 29 luglio 2025, prima della partenza per il tour. I resti della 14enne sarebbero rimasti nel bagagliaio per settimane, fino al ritrovamento. Una telecamera di un vicino, secondo gli investigatori, avrebbe ripreso Burke mentre lasciava la vettura in un parcheggio esterno alla sua abitazione e poi tornava a piedi verso casa.

Il video della bodycam e i contatti tra D4vd e la ragazza

Durante l’udienza è stato mostrato anche un video di circa dieci minuti registrato dalla bodycam degli agenti dello sceriffo della contea di Los Angeles, durante una visita a Burke pochi giorni dopo la scomparsa della ragazza. Il nome di D4vd era stato trovato nel telefono di Celeste, dettaglio che aveva portato gli investigatori a bussare alla sua porta. Nel filmato, il musicista racconta di aver conosciuto la ragazza su Discord e Instagram, ma sostiene di averla incontrata una sola volta, nel novembre del 2023.

«Mi aveva detto di avere 18 anni, ma ora tutti dicono ne avesse 13», ha detto Burke agli agenti. Dal telefono, poi, ha mostrato una foto dell’annuario scolastico di Celeste, risalente alla prima media. A quel punto Joshua Byers gli ha chiesto: «Non dimostrava 13 anni?». «No», ha risposto il musicista. L’agente, in aula, ha ricostruito anche un altro passaggio: secondo gli investigatori, Burke avrebbe comprato alla ragazza un cellulare usa e getta, pagando 1.000 dollari a un compagno di scuola perché glielo consegnasse dopo che i genitori le avevano confiscato il telefono.

Gli inquirenti sostengono inoltre che Burke e Celeste Rivas avessero viaggiato insieme in Texas e a Londra, circostanza al centro degli accertamenti. Non tutti i dettagli sono stati chiariti in udienza, ma la procura ha insistito su un punto: il rapporto tra i due sarebbe stato più stretto di quanto dichiarato inizialmente dal musicista. E quel rapporto, per l’accusa, sarebbe diventato il nodo del caso.

Messaggi, acquisti online e il presunto movente

Tra le prove presentate dai pubblici ministeri figurano gli acquisti effettuati da Burke su Amazon nei giorni successivi al presunto omicidio: motoseghe, una piscina gonfiabile, un sistema per la pulizia dei pavimenti e altro materiale che, secondo gli investigatori, sarebbe stato usato per smembrare e occultare il corpo di Celeste Rivas Hernandez. Sono elementi che la difesa potrà contestare nelle prossime fasi del procedimento, ma che per la procura compongono una sequenza precisa.

In aula sono stati letti anche alcuni messaggi attribuiti alla ragazza. «Tutto ciò che facciamo è stare assieme e far sesso. Io voglio qualcosa di più», avrebbe scritto Celeste a D4vd. Secondo l’accusa, dalle chat emergerebbero conversazioni su sesso, una possibile gravidanza e un aborto. I pubblici ministeri hanno spiegato che la 14enne sarebbe stata gelosa di altre relazioni del musicista e che i due avrebbero litigato via messaggio il 22 aprile 2025, il giorno prima della sua morte.

Il quadro accusatorio, al momento, resta quello delineato dalla procura: David Anthony Burke avrebbe ucciso Celeste per evitare che la relazione diventasse pubblica. La difesa non ha ancora esaurito le proprie controdeduzioni e il procedimento è nella fase preliminare. Ma l’udienza di Los Angeles ha fissato un primo perimetro: immagini, dati dell’auto, chat, acquisti online e testimonianze degli agenti. Tutto ora passerà al vaglio del giudice.

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