Elon Musk ha rilanciato martedì su X, dagli Stati Uniti, la sua sfida a Christopher Nolan annunciando l’intenzione di far realizzare a Grok, il modello di intelligenza artificiale della sua xAI, una nuova versione dell’Odissea entro la fine dell’anno, dopo settimane di polemiche sul film del regista britannico e sul suo cast.
Musk promette un’Odissea generata con Grok
Il messaggio, pubblicato sul profilo di Elon Musk, è arrivato insieme a un breve video di circa tre minuti creato da un utente con Grok Imagine, lo strumento di generazione visiva legato alla sua piattaforma di intelligenza artificiale. Nella clip, secondo quanto mostrato online, l’Odissea viene immaginata con un cast interamente bianco, scelta che ha riacceso il dibattito già aperto attorno al film di Christopher Nolan.
Musk ha risposto con un secco “ci sto” alla proposta di un follower che suggeriva di stanziare 100 milioni di dollari per affidare a Mel Gibson una nuova versione della saga di Ulisse. L’idea, rilanciata su X, prevederebbe “navi, armature, armi e un cast accurati dal punto di vista storico”, con dialoghi tratti dal poema originale e recitati in greco omerico. Una provocazione, forse. Ma il tono, questa volta, è sembrato quello di un annuncio.
Le critiche al cast di Nolan e la polemica su Elena
Da mesi Musk attacca il nuovo film di Nolan, contestando soprattutto alcune scelte di casting. Nel mirino è finita Lupita Nyong’o, attrice premio Oscar, scelta per interpretare Elena, personaggio che nell’epica viene descritto con l’espressione “dalle bianche braccia”. Il tycoon ha usato questa differenza come argomento polemico, inserendola in una critica più ampia alle produzioni considerate “woke” da una parte del pubblico conservatore americano.
Un altro punto di frizione ha riguardato Elliott Page, attore trans, che Musk e diversi suoi sostenitori avevano collegato al ruolo di Achille. In realtà, secondo le informazioni sul cast del film, Nolan lo avrebbe scelto per interpretare Sinone, figura greca legata alla tradizione del cavallo di Troia e poi entrata nel racconto latino dell’Eneide di Virgilio. Una distinzione non secondaria, ma rimasta ai margini della discussione social, dove lo scontro è andato avanti per giorni con toni sempre più duri.
Musk ha definito Nolan un “razzista anti-bianco”, frase riportata nei suoi interventi online e subito ripresa da account vicini alle sue posizioni. Il regista, reduce dal successo di Oppenheimer, non ha replicato direttamente a ogni attacco. Attorno al film, però, la conversazione è uscita presto dal terreno del cinema per diventare uno scontro su rappresentazione, fedeltà ai testi antichi e potere delle piattaforme digitali.
Il film al botteghino e l’effetto Imax
La previsione dei detrattori, sintetizzata nello slogan “go woke, go broke”, non sembra trovare conferma nei primi dati di mercato citati dalla stampa specializzata. L’Odissea di Christopher Nolan, uscita nel fine settimana, ha continuato a richiamare pubblico anche nei giorni feriali, sostenuta dal formato Imax, dal richiamo del cast e dalla curiosità attorno a una rilettura cinematografica di uno dei testi fondativi della cultura occidentale.
Nel cast figurano, tra gli altri, Matt Damon, Anne Hathaway, Zendaya e Lupita Nyong’o, nomi che hanno contribuito a trasformare il film in un evento internazionale già prima dell’uscita. Le sale Imax, in particolare, hanno registrato una forte domanda nelle grandi città, dove molti spettatori hanno cercato proiezioni in formato premium. “Volevamo vederlo come Nolan lo ha pensato”, ha raccontato uno spettatore all’uscita di una sala di New York, frase semplice ma indicativa dell’attesa creata attorno al progetto.
Il risultato ha indebolito, almeno sul piano commerciale, la lettura di chi immaginava un rifiuto del pubblico. La discussione resta aperta, certo. Ma i numeri dei botteghini, uniti alla circolazione del film sui social, mostrano che la nuova Odissea ha intercettato anche spettatori giovani, non sempre abituati a misurarsi con un poema antico in forma diretta.
Audiolibri e Gen Z, il ritorno di Omero fuori dal cinema
L’interesse non si è fermato alle sale. Una piattaforma svedese di streaming audio ha riferito che i 91 audiolibri dell’Odissea disponibili in 10 lingue sono stati ascoltati per l’equivalente di oltre 43 anni di riproduzione continua. Il dato, comunicato dalla società, racconta un effetto collaterale del film: il ritorno di Omero nelle ricerche, negli ebook, nelle versioni audio e nelle discussioni tra lettori.
La stessa piattaforma ha spiegato che il poema risulta molto seguito tra i più giovani: il 36% degli ascoltatori appartiene alla Gen Z, mentre il 45% rientra tra i Millennial. Non solo nostalgia scolastica, dunque. Per una parte del pubblico, il film ha funzionato da porta d’ingresso verso il testo originale, anche in traduzioni moderne e in formati più accessibili.
Resta da capire se la promessa di Musk si tradurrà davvero in un lungometraggio generato con Grok entro la fine dell’anno. Nel frattempo, la sfida tra cinema d’autore, intelligenza artificiale e battaglia culturale si è già spostata oltre lo schermo. E l’Odissea, a tremila anni dalla sua nascita orale, continua a essere terreno di scontro: tra filologia, identità, mercato e algoritmo.
