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John Glacier diventa una 007 nel nuovo video di Bond Girl

Donna in cappotto scuro con cuffie al collo cammina di notte su strada bagnata, con ingresso di un locale illuminato sullo Atmosfera notturna e da spy movie: una musicista cammina in strada vicino a un club, richiamando l’immaginario di “Bond Girl”.

La rapper e producer John Glacier ha pubblicato oggi, 21 luglio 2026, “Bond Girl”, primo singolo estratto dal prossimo album Lack of Joy is Death, rilanciando da Londra il suo rap ambientale con un brano più mosso, vicino al club, e un video ispirato all’immaginario di 007 diretto da Léa Ceheivi.

John Glacier torna con “Bond Girl”, primo assaggio di Lack of Joy is Death

Con “Bond Girl”, John Glacier apre il percorso verso il suo nuovo disco, Lack of Joy is Death, scegliendo una traiettoria meno rarefatta rispetto ad alcune prove precedenti. La voce resta bassa, quasi laterale, ma il beat porta il pezzo su un terreno più fisico: cassa dritta, andamento da club, frasi che entrano ed escono senza cercare il ritornello facile. È una scelta che sposta l’artista dell’East London in una zona più accessibile, pur mantenendo quel tono obliquo che l’ha resa riconoscibile nella scena rap britannica.

Nel testo, Glacier gioca con immagini di viaggi, lusso controllato e spostamenti rapidi, tra jet-set e riferimenti alla moda. A un certo punto cita anche Vogue, passaggio che sembra richiamare la sua intervista a British Vogue pubblicata a maggio, un momento che aveva contribuito ad allargare il suo profilo oltre il circuito musicale. Non una celebrazione diretta, piuttosto un frammento infilato nel flusso. Come spesso accade nei suoi brani, il dettaglio resta lì, asciutto.

Il video diretto da Léa Ceheivi guarda al mondo di 007

Il singolo arriva insieme a un video diretto da Léa Ceheivi, costruito attorno a un immaginario dichiaratamente legato a James Bond. In “Bond Girl”, John Glacier viene mostrata mentre porta a termine una missione rischiosa, tra tensione da spy movie e taglio contemporaneo. Non c’è solo citazione estetica: il riferimento a 007 diventa un modo per giocare con identità, controllo e trasformazione, temi che attraversano anche la scrittura dell’artista.

La regia di Ceheivi lavora su movimenti rapidi, ambienti sospesi e una presenza scenica fredda, quasi trattenuta. Glacier non forza mai l’espressione, non cerca la posa da diva d’azione. Sta dentro il personaggio con distacco, e proprio quel distacco regge il video. In alcuni passaggi l’immagine sembra seguire più il ritmo interno del brano che una vera trama lineare: una corsa, uno sguardo, un compito da chiudere. Poi via.

Dal debutto Like a Ribbon a una nuova fase sonora

L’uscita di “Bond Girl” segue il debutto del 2025, Like a Ribbon, disco che aveva consolidato la posizione di John Glacier tra le voci più personali del rap sperimentale inglese. Quel lavoro si muoveva tra ambient, spoken flow e produzioni minimali, con testi spesso frammentati, pieni di immagini urbane e pensieri lasciati a metà. Una scrittura scarna, a tratti sfuggente, che non cercava il colpo immediato ma una temperatura emotiva precisa.

Con il nuovo singolo, la direzione sembra cambiare senza strappi. Lack of Joy is Death, almeno da questo primo indizio, potrebbe aprire a ritmi più diretti, a strutture meno elusive, pur restando lontano dalla forma pop convenzionale. “Bond Girl” tiene insieme il lato più introspettivo di Glacier e una spinta più danzabile, quasi notturna. È un equilibrio fragile, ma funziona: il brano non tradisce la sua identità, la sposta di qualche metro.

Una voce laterale nella scena rap britannica

Nata artisticamente nell’orbita dell’East London, John Glacier si è imposta negli ultimi anni con un linguaggio che mescola rap, elettronica e ambient, evitando spesso le coordinate più riconoscibili del grime o del drill. La sua forza sta nella sottrazione: poche parole, immagini tagliate, una voce che sembra parlare da una stanza accanto. Anche quando il ritmo accelera, come in “Bond Girl”, resta quella sensazione di distanza controllata.

Il nuovo album Lack of Joy is Death non ha ancora, in base alle informazioni diffuse finora, una data d’uscita dettagliata accompagnata da ulteriori singoli annunciati. L’arrivo di “Bond Girl”, però, segna con chiarezza l’inizio della campagna del disco. Per chi l’ha seguita da Like a Ribbon, è un passaggio da osservare con attenzione: meno nebbia, forse, più movimento. Ma sempre con la stessa voce, bassa e tagliente, che entra nel beat senza chiedere permesso.

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