Il film “Ink” di Danny Boyle aprirà mercoledì 2 settembre 2026, nella Sala Grande del Palazzo del Cinema al Lido di Venezia, l’83ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica, diretta da Alberto Barbera, con una prima mondiale in concorso dedicata alla nascita del tabloid britannico The Sun e al ruolo di Rupert Murdoch nell’editoria moderna.
“Ink” apre la Mostra del Cinema di Venezia 2026
Sarà dunque Danny Boyle, regista premio Oscar e Bafta, a inaugurare la nuova edizione della Mostra del Cinema di Venezia. Il suo “Ink”, presentato in prima mondiale e inserito nel concorso ufficiale, arriverà al Lido nella serata di apertura, davanti alla platea della Sala Grande, tradizionale punto di passaggio per autori, produttori e star internazionali.
Il film porta a Venezia una storia ambientata nel 1969, anno dello sbarco sulla Luna ma anche momento di svolta per la stampa britannica. Al centro ci sono l’acquisto del quotidiano The Sun da parte di Rupert Murdoch e la scelta di affidarne la direzione a Larry Lamb, figura decisiva nella trasformazione del giornale in un tabloid popolare, aggressivo, capace di competere con The Mirror e poi superarlo nelle vendite.
Boyle, già autore di titoli come “Trainspotting”, “The Millionaire” e “28 anni dopo”, arriva per la prima volta alla Mostra del Cinema con un proprio film. “Sono stato alla Biennale molte volte, ma questo è il mio battesimo alla Mostra”, ha dichiarato il regista, parlando di “un onore immenso” e di una città, Venezia, “così ricca d’arte”.
Danny Boyle racconta Murdoch, Lamb e la nascita del Sun
Nel racconto di “Ink”, la vicenda editoriale diventa anche una lente per osservare l’evoluzione dei media, molto prima dell’ecosistema digitale che oggi domina informazione e opinione pubblica. Boyle lo ha spiegato con un riferimento diretto al presente: “Molto prima di Fox News, del clickbait e di Truth Social, decenni prima di Twitter, Facebook, Google e OnlyFans, questi due uomini crearono un nuovo tabloid che, contro ogni previsione, divenne il quotidiano più venduto al mondo”.
Parole che indicano una direzione precisa: non solo la ricostruzione di una scalata giornalistica, ma il ritratto di un cambio di linguaggio, di tono, di pubblico. Il Sun, nelle parole del regista, fu “sfacciato, irriverente, audace” e contribuì a ridefinire il modo in cui un quotidiano poteva parlare ai lettori, spesso forzando i confini del gusto, del potere e della competizione.
La sceneggiatura è firmata da James Graham, drammaturgo e sceneggiatore britannico già noto per “Dear England”, “Sherwood” e “Brexit”. Boyle ha detto di essersi sentito “in dovere e privilegiato” di dirigere il testo, tratto dalla pièce omonima dello stesso Graham. Un materiale teatrale, quindi, passato al cinema attraverso un regista abituato a muoversi tra ritmo, tensione e personaggi fuori asse.
Jack O’Connell, Guy Pearce e Claire Foy nel cast
Il cast di “Ink” riunisce tre interpreti molto riconoscibili del cinema e della televisione britannica e internazionale: Jack O’Connell, Guy Pearce e Claire Foy. La loro presenza, insieme al nome di Boyle e alla scrittura di Graham, ha pesato nella scelta del film come apertura della Mostra di Venezia, almeno nelle parole del direttore artistico Alberto Barbera.
Barbera ha parlato di “un regista premio Oscar, un autore tra i maggiori della scena teatrale londinese e tre attori tra i più apprezzati del cinema inglese contemporaneo”. Ha poi definito il film una ricostruzione dell’acquisto del Sun da parte di Murdoch, con la direzione affidata allo “spregiudicato” Larry Lamb, fino alla crescita del tabloid a danno del rivale The Mirror.
Il direttore della Mostra ha ringraziato StudioCanal, Media Res e House Productions per aver concesso a Venezia l’apertura con un titolo “così atteso”. Una formula istituzionale, certo, ma anche un segnale: la selezione punta su un film capace di parlare insieme di cinema, politica dei media e cultura popolare, temi che nel contesto veneziano trovano spesso una sponda naturale.
La scelta di Barbera e l’attesa per il Lido
L’apertura con “Ink” colloca l’83ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica dentro una traiettoria precisa: cinema d’autore, nomi di richiamo e una storia legata al rapporto tra stampa, potere e pubblico. Non è un tema neutro, e non lo era nemmeno nel 1969, quando il giornale di Murdoch cominciò a costruire una nuova identità, più diretta, più popolare, più incline allo scontro.
Al Lido di Venezia, la serata del 2 settembre segnerà quindi il primo passaggio pubblico del film, con la proiezione in Sala Grande e l’avvio del concorso. Come accade spesso per i titoli di apertura, il giudizio arriverà subito: dalla stampa internazionale, dagli addetti ai lavori, dal pubblico presente in sala. Solo allora si capirà se il nuovo lavoro di Danny Boyle sarà letto come un film sul passato dell’editoria o, più sottilmente, come una riflessione sul presente dei media.
Per ora restano i nomi, il tema e una promessa narrativa forte: raccontare l’ascesa del Sun prima dell’era digitale, quando bastavano una redazione, un editore ambizioso e un direttore senza troppi timori per cambiare il modo di vendere — e forse anche di immaginare — le notizie.
