Alessandro Bertolazzi, make-up designer italiano premio Oscar, ha raccontato in questi giorni all’Ischia Global Festival il lavoro realizzato per Digger, il nuovo film di Alejandro G. Iñárritu con Tom Cruise, atteso in uscita mondiale a ottobre, dove l’attore appare trasformato in un anziano magnate grazie a un lungo intervento di trucco prostetico e hair design.
Alessandro Bertolazzi e il nuovo volto di Tom Cruise in Digger
Dietro l’immagine di Tom Cruise irriconoscibile nel trailer di Digger c’è la mano di Alessandro Bertolazzi, artista italiano già premiato con l’Oscar per Suicide Squad e da anni tra i nomi più richiesti del cinema internazionale. Il film, diretto da Alejandro G. Iñárritu, arriverà nelle sale a ottobre e, secondo gli addetti ai lavori, potrebbe entrare nella corsa ai principali premi della stagione, anche nella categoria make up and hair.
Bertolazzi, che in questi giorni è chairman dell’Ischia Global Festival accanto a Pascal Vicedomini, ha descritto il progetto come una delle esperienze più intense della sua carriera. «Digger è un capolavoro», ha detto, spiegando che il lavoro è durato nove mesi e ha coinvolto in profondità l’intero team. Una frase detta senza calcolo, quasi di getto. «Per la prima volta sono certo che sarà il mio miglior lavoro».
La trasformazione di Cruise: capelli radi, stivali e un magnate da reinventare
Nel film Tom Cruise interpreta Digger Rockwell, un uomo potente e controverso, costruito visivamente come una figura da western contemporaneo: capelli bianchi e radi, volto segnato dall’età, stivali, cappello e cinturone. Il personaggio, secondo le informazioni diffuse sulla produzione, dovrà tentare di salvare l’umanità dopo aver contribuito lui stesso a provocare una catastrofe. Un ruolo che passa anche dal corpo, non solo dalla recitazione.
Il lavoro di trucco prostetico ha trasformato Cruise in un uomo anziano, lontano dall’immagine atletica e riconoscibile che il pubblico associa all’attore di Mission: Impossible. Bertolazzi ha raccontato che Iñárritu gli ha lasciato ampia libertà creativa: «Alejandro, al quale devo tantissimo della mia carriera, con il suo immaginario mi ha dato carta bianca e mi ha ispirato molto». Poi il riferimento all’attore: «Tom Cruise ha un’energia fuori dal comune. Non ha bisogno di fama, soldi o potere, eppure continua a lavorare con passione e gioia. In questo film recita in maniera sublime».
Per il designer italiano, la sfida non era solo invecchiare una star, ma rendere credibile un uomo con una storia addosso. Rughe, pelle, capelli, postura visiva: tutto doveva convivere con la presenza scenica di Cruise. E lì, ha confidato, il margine d’errore era minimo.
Da Skyfall a The Impossible: le metamorfosi firmate Bertolazzi
La carriera di Alessandro Bertolazzi, oggi con base operativa a Londra, è segnata da trasformazioni costruite con tempi lunghi, studio dei volti e tecniche artigianali. Una delle più ricordate resta quella di Javier Bardem in Skyfall, il film di 007 diretto da Sam Mendes, dove l’attore spagnolo divenne un villain biondo, dalla pelle tirata e dallo sguardo alterato dalle lenti a contatto.
«Avevo davanti un cattivo latino già credibile, potevo anche non fare nulla», ha ricordato Bertolazzi. «Ma volevamo uscire dallo stereotipo». Così arrivarono parrucca bionda, pelle quasi innaturale e un’immagine capace di spiazzare anche chi lavorava sul set. «Quando abbiamo finito, nessuno lo ha riconosciuto. Anche Sam Mendes rimase senza parole, Javier era contentissimo». Un dettaglio, questo, che racconta bene il suo metodo: non coprire un attore, ma spingerlo altrove.
Diverso il ricordo legato a Naomi Watts in The Impossible, il film sullo tsunami del 2004 diretto da J.A. Bayona. L’attrice doveva apparire subito ferita, coperta di sangue, in condizioni tali da far credere allo spettatore che non sarebbe sopravvissuta. «Volevo fare personalmente il lavoro su di lei», ha spiegato Bertolazzi. Sul set c’erano anche i figli dell’attrice, che lei non voleva impressionare. Solo allora il trucco diventò un gioco: «La truccammo tutti insieme. Usammo anche del cacao. Conservo ancora foto bellissime con i bambini».
Spider-Man, Naruto e i prossimi progetti internazionali
Il calendario di Alessandro Bertolazzi resta fitto. A fine luglio è atteso un nuovo Spider-Man diretto da Destin Daniel Cretton, regista con cui il designer tornerà a lavorare anche il prossimo anno per un progetto definito «complesso». Il titolo, secondo quanto anticipato, sarà Naruto, adattamento live action del celebre anime giapponese.
Per Bertolazzi si tratta di un passaggio naturale, tra cinema d’autore, grandi franchise e personaggi che chiedono una costruzione fisica precisa. Il suo lavoro, spesso invisibile quando funziona davvero, rimane però decisivo: cambia un volto, orienta la percezione del pubblico, permette a un attore di entrare in un’altra pelle. Con Digger, e con un Tom Cruise invecchiato fino quasi a sparire dentro il personaggio, la scommessa è ancora più alta. «È stato un viaggio lungo», ha ammesso. E a giudicare dalle prime immagini, quel viaggio è già cominciato anche per gli spettatori.
