Ludovica Nasti, l’attrice napoletana che a dieci anni conquistò il pubblico nei panni di Lila Cerullo ne L’amica geniale, è stata ospite in questi giorni al festival di Tavolara, in Sardegna, dove ha debuttato come conduttrice e ha raccontato come quel successo precoce abbia cambiato la sua vita, tra nuovi set, università e impegno con Unicef.
Ludovica Nasti e il ricordo di Lila: “Mi fermano ancora per strada”
“Ma tu sei Lila?”. La domanda, racconta lei, arriva quasi ogni sera. A volte in strada, altre durante un festival, magari mentre sta entrando in sala o saluta qualcuno dietro le quinte. Poi il seguito è sempre simile: “Che bella, come sei cresciuta. Ci facciamo una foto?”. Ludovica Nasti, classe 2006, sorride e si presta. Sa bene che per molti spettatori resta ancora quella bambina minuta e fiera, scelta da Saverio Costanzo dopo un casting durato sette mesi per interpretare la piccola Lila Cerullo, uno dei personaggi centrali della saga tratta dai romanzi di Elena Ferrante.
Aveva appena dieci anni quando entrò nel rione povero della Napoli degli anni Cinquanta ricostruito per la serie. Poche puntate, ma decisive. La sua Lila bambina, ribelle, autodidatta, impaziente e già adulta nello sguardo, ha lasciato un’impronta forte nella prima stagione de L’amica geniale, serie arrivata poi a quattro capitoli e seguita anche fuori dall’Italia. Accanto a lei c’era Lenù, Elena Greco, l’altra metà di un legame che il pubblico ha riconosciuto subito come il cuore della storia.
Dal casting a Roma alla scoperta del set
“Si sopravvive con leggerezza e determinazione”, ha detto Ludovica Nasti in un’intervista all’ANSA, parlando di quel successo arrivato quando era ancora una bambina. Al festival di Tavolara, dove ha incontrato anche Irene Maiorino, interprete di Lila nella quarta stagione, l’attrice ha ripercorso senza enfasi gli inizi. “Andavamo ai provini per tutti quei sette mesi con la mia famiglia”, ha spiegato. “Senza aspettative. Ci facevamo la passeggiata a Roma”.
Solo dopo, ha confidato, è arrivata la consapevolezza. Quella selezione lunga, affrontata quasi come una gita familiare, è diventata una svolta. “Una cosa bella così mi ha lasciato tanti bei ricordi. È stata una grande opportunità, mi ha fatto scoprire sfacciata, capace di stare davanti alla macchina da presa”. Una scoperta, più che un piano costruito. E in mezzo, dice, il sostegno di casa: i familiari, la madre Stefania Filippone, indicata da Ludovica come “un modello di forza”.
Nata e cresciuta a Pozzuoli, Nasti è arrivata al provino quasi per caso, ma ha superato centinaia di candidate. In lei molti hanno rivisto qualcosa della stessa Lila: la tenacia, il passo deciso, quella sfrontatezza da scugnizza che però non cancella la dolcezza. Un equilibrio non facile, specie per una bambina davanti a una macchina da presa. Eppure funzionò subito.
I nuovi ruoli, il David rivelazioni e il ritorno sul set
Dopo L’amica geniale, il percorso di Ludovica Nasti non si è fermato. Ha lavorato in Mina Settembre, in La Preside e ha ottenuto il primo ruolo da protagonista in Storia del Frank e della Nina, film diretto da Paola Randi. Passaggi diversi, televisione e cinema, con un obiettivo chiaro: non restare imprigionata nel ricordo di un solo personaggio, per quanto amato.
Quest’anno è stata anche tra i sei vincitori del David Rivelazioni Italiane, riconoscimento dedicato ai migliori attori under 25. Un segnale, per lei, di fiducia e continuità. “Tra un mese torno sul set per la seconda stagione de La Preside con Luisa Ranieri”, ha raccontato. “Ne sono contenta”. Poi una frase detta quasi di passaggio, ma che racconta bene la sua età: “Nel frattempo mi sono iscritta all’università”.
A vent’anni, Nasti parla del futuro con una calma che sorprende. Non cerca scorciatoie. “Il meglio deve ancora venire”, ha ammesso, spiegando di sperare in altri ruoli importanti e anche nel cinema d’autore. Il punto, sembra dire, è continuare a crescere. Senza rinnegare Lila, ma senza restare ferma lì.
Giffoni, l’accademia di famiglia e l’impegno con Unicef
Il prossimo appuntamento sarà il 23 luglio al festival di Giffoni, dove Ludovica Nasti parteciperà a un evento Unicef nello stand Comix. Con lei ci saranno anche i ragazzi dell’accademia di teatro e cinema fondata dalla madre Stefania Filippone e dalla sorella Martina. Un progetto nato tre anni fa e, racconta l’attrice, cresciuto in fretta.
Nell’accademia, bambini dai quattro anni fino agli adolescenti seguono percorsi di recitazione, laboratorio, terapia ed educazione sociale. C’è anche una parte dedicata alla formazione per affrontare i casting. Ludovica, oggi, partecipa come docente. Un passaggio naturale, forse, per chi ha conosciuto da piccola quel mondo e ora prova a restituirne una parte ad altri ragazzi.
Poi c’è il volontariato. Nasti partirà per il Libano come testimonial di Unicef. “Non vedo l’ora di fare la mia parte”, ha detto. Una frase breve, senza costruzioni. Nel frattempo, tra i selfie chiesti dai fan, i set che la aspettano e l’università appena iniziata, Ludovica Nasti continua a muoversi su una linea sottile: quella tra la bambina che tutti ricordano e l’attrice che sta diventando.
