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Il videopodcast di Avvenire sulla fede arriva anche nella lingua dei segni

Microfono da podcast con cuffie e laptop con forma d’onda, accanto a libri aperti e un piccolo crocifisso su una scrivania Una postazione di registrazione con fonti storiche e simboli essenziali, per raccontare un videopodcast sulla fede in modo accessibile.

Avvenire ha lanciato sabato 18 luglio il videopodcast “Non è Francesco”, disponibile sul sito del quotidiano e sulle principali piattaforme di streaming, per raccontare Francesco d’Assisi oltre l’immagine devozionale più nota, con il contributo di Franco Cardini, suor Veronica Donatello e Davide Rondoni, e con il patrocinio di Fondazione Cariplo. Il progetto, articolato in nove puntate pubblicate ogni sabato fino a settembre e tradotto anche nella lingua dei segni, nasce per riportare il santo umbro dentro il suo tempo: il Medioevo delle guerre, delle fratture religiose, delle tensioni sociali e delle scelte senza ritorno.

“Non è Francesco”, il videopodcast di Avvenire sul santo di Assisi

C’è il San Francesco che tutti riconoscono al primo sguardo: gli uccellini, il lupo di Gubbio, il presepe di Greccio, il poverello d’Assisi addolcito da secoli di devozione popolare. E poi c’è Francesco d’Assisi, figlio di una società dura, attraversata da conflitti, povertà, potere ecclesiastico e inquietudini spirituali. È in questa distanza, non piccola, che si inserisce “Non è Francesco”, il nuovo percorso video e podcast firmato da Avvenire.

Il titolo, volutamente netto, non punta a demolire la tradizione. Semmai prova a rimetterla in prospettiva. Francesco, suggerisce il progetto, non è soltanto il pacifista moderno proiettato nel XIII secolo, né l’ambientalista ante litteram trasformato in icona comoda. È anche un uomo che rompe con la propria famiglia, sceglie la povertà, attraversa le contraddizioni del suo tempo e lascia un segno che continua a interrogare credenti e non credenti.

Franco Cardini e il Medioevo reale di Francesco d’Assisi

Nella prima serie, composta da sei puntate, è lo storico Franco Cardini ad accompagnare gli ascoltatori dentro il Medioevo di Francesco. Non un fondale generico, ma un mondo preciso: città in crescita, scontri tra poteri, pellegrinaggi, crociate, rapporti difficili tra ricchezza mercantile e radicalità evangelica. “Per capire Francesco bisogna togliere un po’ di vernice”, è il senso del racconto affidato allo studioso, che da anni lavora sulle culture religiose e politiche dell’età medievale.

Il percorso si muove tra fonti, biografie, tradizioni e racconti popolari, senza pretendere di separare con il bisturi la storia dalla leggenda. Anche perché, nel caso di Francesco d’Assisi, le leggende hanno avuto una funzione concreta: hanno custodito una memoria, l’hanno resa accessibile, talvolta l’hanno semplificata. Cardini porta l’attenzione proprio lì, nel punto in cui il santo “da cartolina” incontra l’uomo reale, inquieto, esigente. Un uomo del suo secolo, prima ancora che un simbolo del nostro.

Davide Rondoni, la lingua poetica e i luoghi francescani

Dopo il lavoro storico, la seconda parte di “Non è Francesco” cambia passo e voce. Con Davide Rondoni, poeta e scrittore, il racconto si apre alla forza della parola francescana: il modo in cui un’esperienza di vita diventa gesto, canto, visione. Il riferimento corre al Cantico delle creature, ma non solo. In Francesco, la lingua non è ornamento: è parte della conversione, un modo per dire il mondo dopo averlo guardato da un’altra posizione.

Le ultime tre puntate sono dedicate ai luoghi che hanno segnato la storia del francescanesimo: Assisi, Greccio, Fonte Colombo, La Verna, Gubbio e San Damiano. Non semplici tappe geografiche, dunque, ma nodi di una vicenda spirituale e culturale. Ad Assisi resta l’origine familiare e cittadina; a San Damiano prende corpo una chiamata; a La Verna si lega la memoria delle stimmate. Ogni luogo, nel racconto, conserva una traccia e insieme una domanda.

Nove puntate accessibili anche nella lingua dei segni

Il videopodcast “Non è Francesco” è pubblicato ogni sabato, dal 18 luglio fino a settembre, sul sito di Avvenire e sulle principali piattaforme di streaming. La scelta di renderlo disponibile anche nella lingua dei segni amplia il pubblico e dà al progetto un profilo inclusivo, coerente con un racconto pensato per raggiungere persone diverse, non soltanto studiosi o lettori abituali di temi religiosi.

Il patrocinio di Fondazione Cariplo accompagna un’iniziativa che unisce divulgazione storica, racconto culturale e attenzione al linguaggio contemporaneo. Senza toni celebrativi, il progetto prova a riportare Francesco d’Assisi dentro una complessità spesso rimossa: quella di un uomo medievale diventato, nel tempo, figura universale. Ma proprio per questo, sembra suggerire Avvenire, va riletto con più cura. Non per ridurlo. Per restituirgli spessore.

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