La 18/a edizione de Il Vento del Nord si apre sabato 18 luglio a Lampedusa con la proiezione di Gioia mia di Margherita Spampinato, in una rassegna che porta il cinema italiano sull’isola priva di una sala cinematografica, con il sostegno del ministero della Cultura – Direzione Generale Cinema e audiovisivo e della Fondazione Claudio Nobis, per offrire al pubblico locale una settimana di film, incontri e formazione.
Il Vento del Nord porta il cinema a Lampedusa
Fino a venerdì 24 luglio, Il Vento del Nord proporrà una quindicina di appuntamenti tra lungometraggi e cortometraggi, confermando una formula ormai riconoscibile: proiezioni serali, dialoghi con autori e interpreti, momenti dedicati ai ragazzi dell’isola. Il coordinamento è affidato a Laura Delli Colli, l’organizzazione a Massimo Ciavarro, con la consulenza di Giovanni Spagnoletti.
L’apertura con Gioia mia dà il tono alla rassegna. Il film di Margherita Spampinato, premiato ai David di Donatello per il migliore esordio alla regia e per la migliore attrice protagonista, ha ricevuto anche il Premio speciale Bnl Bnp Paribas nella cinquina finalista dei Nastri d’Argento. Una scelta non casuale, spiegano gli organizzatori, perché il cartellone punta su titoli capaci di parlare a pubblici diversi, senza perdere il contatto con le storie e con i luoghi.
Dietro l’iniziativa c’è una rete ampia di adesioni. Hanno assicurato la propria partecipazione solidale realtà centrali del cinema italiano, da Rai Cinema e 01 Distribution a Lucky Red, Fandango, Medusa, Piper Film e Vision Distribution, insieme alle produzioni dei film in programma. Per i cortometraggi è coinvolta Premiere Film, mentre accanto alla rassegna figurano i Giornalisti Cinematografici Italiani – Sngci, istituzioni locali, sponsor dell’isola e associazioni impegnate sui diritti.
Film, corti e incontri con i giovani dell’isola
Uno dei punti più riconoscibili de Il Vento del Nord a Lampedusa resta il lavoro con le ragazze e i ragazzi del territorio. Anche quest’anno alcuni studenti liceali sono stati scelti come giurati e parteciperanno a un laboratorio dedicato al linguaggio cinematografico, chiamati poi a indicare un vincitore all’interno di una cinquina di titoli proposta dagli organizzatori.
Per molti di loro, il cinema sull’isola non è solo una serata all’aperto, ma un’esperienza rara. Lampedusa, infatti, non dispone di una sala, e ogni appuntamento diventa anche un’occasione di incontro. “Qui il grande schermo arriva quasi come una visita attesa”, ha confidato uno degli organizzatori nei giorni di preparazione, mentre si definivano gli ultimi dettagli tecnici tra piazze, sedie e prove audio.
Secondo Laura Delli Colli, presidente dei Giornalisti Cinematografici Italiani e coordinatrice della rassegna, “Lampedusa rappresenta un luogo unico dove il cinema riesce a diventare strumento di condivisione e partecipazione”. La rassegna, ha spiegato, contribuisce a diffondere la passione per il grande schermo in una realtà che convive ogni giorno con le questioni dell’accoglienza e delle migrazioni.
Anche Massimo Ciavarro, che cura l’organizzazione, insiste sul valore del racconto. L’iniziativa, ha detto, è un’occasione per mostrare “un’isola dalle grandi risorse umane e naturali”, spesso descritta quasi soltanto attraverso le cronache degli sbarchi. Eppure, nelle giornate della rassegna, accanto alla complessità di Lampedusa emerge anche la sua vita quotidiana: scuole, associazioni, famiglie, ragazzi che discutono di film fino a tardi.
Dal cinema d’autore all’impegno civile
Dopo la serata inaugurale con Gioia mia, il programma di Il Vento del Nord attraverserà generi e registri diversi. Tra i titoli annunciati figurano La piccola Amélie, Domani interrogo, Il bene comune di Rocco Papaleo, 2 cuori e 2 capanne di Massimiliano Bruno, Come ti muovi sbagli di Gianni Di Gregorio, Notte prima degli esami 3.0 di Tommaso Renzoni, La vita va così di Riccardo Milani e Gloria! di Margherita Vicario.
Accanto alla parte più legata all’intrattenimento, la rassegna mantiene uno spazio preciso per l’impegno civile. Lunedì 20 luglio, l’attrice e regista Valeria Solarino presenterà il documentario breve La solidarietà non è un reato, realizzato con il sostegno di Amnesty International Italia. Una proiezione che, nel contesto di Lampedusa, assume un peso concreto: non una dichiarazione astratta, ma un confronto con temi che l’isola conosce da vicino.
Nel programma entreranno anche alcuni titoli selezionati nei Corti d’Argento Sngci. La Fondazione Una Nessuna Centomila proporrà inoltre il video È come sembra, dedicato alla sensibilizzazione contro la violenza sulle donne e il femminicidio. Alla rassegna partecipano, tra gli altri, Emergency, Every Child Is My Child e realtà impegnate nella tutela dei diritti umani e civili, nella denuncia delle guerre e nella protezione dell’infanzia.
Non si tratta, nelle intenzioni degli organizzatori, di sovrapporre messaggi ai film. Piuttosto, di usare il cinema come punto di partenza per una conversazione. Una scena, un corto, una domanda dal pubblico: spesso basta questo, soprattutto con i più giovani, per aprire un confronto che continua anche dopo la proiezione, tra il lungomare e le strade del centro.
Andrea Guerra chiude con la Musica del Cinema
La manifestazione si concluderà venerdì 24 luglio con una serata dedicata alla Musica del Cinema. Protagonista sarà il compositore Andrea Guerra, autore di colonne sonore per il cinema e la televisione, che guiderà una lezione-concerto aperta al pubblico. Un appuntamento pensato per raccontare come nasce una musica per immagini: non solo note, ma tempi, pause, respiri.
Sul palco saliranno anche alcuni giovani musicisti dell’Associazione Culturale Lipadusa, coinvolti in un progetto che mette al centro il talento dell’isola. L’idea è costruire un ponte tra formazione, spettacolo e partecipazione culturale, dando spazio a chi vive Lampedusa tutto l’anno e non soltanto nella stagione degli arrivi e delle partenze.
Tra gli incontri previsti figurano quelli con il critico e docente Giovanni Spagnoletti e con lo sceneggiatore e regista Tommaso Renzoni. Prosegue inoltre il progetto della videoteca scolastica, realizzato grazie al sostegno della Fondazione Claudio Nobis e dei Giornalisti Cinematografici Sngci. È una parte meno visibile della rassegna, ma forse una delle più durature: lasciare film, strumenti e occasioni di visione dove una sala non c’è.
Per una settimana, dunque, Lampedusa torna a essere anche un luogo di cinema. Non soltanto set simbolico o confine raccontato dai telegiornali, ma comunità che guarda, discute, sceglie. E, almeno per qualche sera di luglio, si ritrova davanti a uno schermo condiviso.
