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Tutto quello che ti sei perso finora nello show di Jay-Z allo Yankee Stadium

Concerto notturno in uno stadio gremito, con palco minimal illuminato e artista in silhouette tra luci e fumo Uno stadio pieno e un palco essenziale: l’atmosfera della residency di Jay-Z a New York raccontata nell’articolo.

Jay-Z ha richiamato oltre 45mila persone allo Yankee Stadium di New York nel weekend, tra venerdì e sabato, per celebrare i 30 anni di “Reasonable Doubt” e i 25 anni di “The Blueprint”, trasformando il Bronx in una lunga festa hip hop con ospiti come Beyoncé, Nas, Eminem, Alicia Keys, Pharrell e Blue Ivy Carter. La residency, intitolata “Extra Innings”, ha riportato il rapper di Brooklyn in uno dei luoghi simbolo della città, con tre serate costruite attorno ai dischi che hanno definito una parte centrale della sua carriera.

Jay-Z allo Yankee Stadium, il ritorno a New York per “Reasonable Doubt”

La prima serata, venerdì, è stata dedicata a “Reasonable Doubt”, l’album d’esordio pubblicato nel 1996 e ormai diventato uno dei riferimenti del rap americano. Davanti a uno Yankee Stadium pieno, Jay-Z ha scelto una scenografia asciutta, quasi essenziale: pochi elementi, luci controllate, il palco lasciato soprattutto alla presenza dell’artista. “Il vero elemento scenico di un concerto di Jay-Z è Jay-Z”, aveva spiegato a Wired il direttore creativo Willo Perron, sintetizzando l’idea dello show.

L’apertura è arrivata con una sorpresa che ha acceso subito il pubblico: Beyoncé è salita sul palco per cantare con il marito “Can’t Knock the Hustle”. Un ingresso breve, ma sufficiente a spostare il tono della serata. Poi Jay-Z ha proseguito con brani come “Politics As Usual”, “Made In America (Freestyle)”, “Brooklyn’s Finest” e “I Love The Dough”, riportando il concerto dentro il clima ruvido e raffinato del disco del 1996.

Beyoncé, Nas e Blue Ivy: gli ospiti della prima notte

La lista degli ospiti, già dalla prima notte, ha dato alla residency il passo dell’evento cittadino. Nas ha condiviso il palco con Jay-Z in una sequenza che ha messo insieme “Dead Presidents”, “World Is Yours”, “NY State of Mind” e “Where I’m From”: un momento atteso, anche per il peso che il rapporto tra i due ha avuto nella storia del rap di New York. Nessun eccesso, solo una stretta di mano musicale davanti a decine di migliaia di persone.

C’è stato spazio anche per la famiglia. Blue Ivy Carter, già vista danzare nel tour “Cowboy Carter” della madre, ha accompagnato Jay-Z al pianoforte nell’introduzione di “Feelin’ It”. Poco dopo sono arrivati Memphis Bleek per “Coming Of Age”, Jaz-O su “Bring It On” e Alicia Keys, accolta dal boato del pubblico per “Empire State of Mind”. A New York, quel brano è quasi un rito. E allo Yankee Stadium, ancora di più.

La notte di “The Blueprint”: Eminem, Slick Rick e Pharrell sul palco

Sabato il racconto si è spostato su “The Blueprint”, il disco del 2001 che quest’anno compie 25 anni e che ha segnato una svolta nella carriera di Jay-Z. Secondo quanto riportato dagli organizzatori, la serata avrebbe anche battuto il record di vendite di biglietti dello Yankee Stadium, dettaglio che conferma la forza commerciale del progetto. L’apertura è stata affidata a “The Ruler’s Back”, con Slick Rick sul palco: una scelta carica di memoria, dentro una città che conosce bene i suoi padri musicali.

Il passaggio più atteso è arrivato con Eminem, apparso per eseguire “Renegade”, uno dei confronti più citati tra i due rapper. Ma l’ospite più presente della serata è stato Pharrell Williams, che ha affiancato Jay-Z in cinque brani, tra cui “Excuse Me Miss”, “La La La”, “I Just Wanna Love U”, “Frontin’” e “Allure”. “HOV è il più grande di tutti i tempi”, ha detto Pharrell dal palco, aggiungendo: “Non c’è discussione”. Una frase da hype man, certo, ma anche da collaboratore di lunga data.

Il terzo concerto, il blocco agli ingressi e le prossime date

La terza e ultima serata della residency “Extra Innings” ha avuto un avvio più complicato. Secondo ABC 7 News, l’ingresso allo Yankee Stadium è stato temporaneamente sospeso dopo che un gruppo di persone senza biglietto avrebbe provocato una violazione della sicurezza, causando il lockdown dell’impianto. I cancelli sono stati riaperti poco prima delle 22 locali, con la polizia schierata a presidiare gli accessi.

Quando Jay-Z è salito sul palco, poco dopo la mezzanotte, ha spiegato al pubblico che la decisione era stata presa per evitare rischi di calca e per fare in modo che chi era rimasto fuori non perdesse parti dello spettacolo. Una spiegazione semplice, accolta con sollievo da molti fan ancora in attesa dopo ore confuse tra transenne, controlli e telefoni alzati verso gli ingressi.

Dopo New York, la produzione legata agli anniversari di “Reasonable Doubt” e “The Blueprint” dovrebbe arrivare in autunno anche a Londra, Parigi e Los Angeles. Al momento, però, Jay-Z non ha fornito dettagli sulle date né sugli eventuali ospiti. Dopo un weekend così, il punto interrogativo resta proprio quello: chi salirà con lui sul palco, lontano dal Bronx.

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