A un anno dall’avvio della reunion degli Oasis, partita il 4 luglio 2025 da Cardiff, Disney ha diffuso online il teaser di “Don’t Look Back In Anger”, documentario dedicato al ritorno sul palco di Liam e Noel Gallagher dopo sedici anni di distanza, tensioni familiari e attese mai davvero sopite tra i fan.
Oasis, il teaser del documentario sulla reunion
Il primo assaggio di “Don’t Look Back In Anger” arriva con poche immagini, ma sufficienti a riaprire una storia che il pubblico britannico — e non solo — conosce quasi a memoria: due fratelli, una band diventata simbolo degli anni Novanta, poi la rottura e il silenzio. Nel trailer, presentato da Disney, scorrono prove, corridoi del backstage, frammenti di palco e volti del pubblico. Alla fine, con il tono secco che i fan riconoscono subito, Liam Gallagher lascia cadere una frase: “Sarà il caos”.
Il film racconta la reunion Oasis Live ’25, il tour mondiale che ha riportato insieme Liam e Noel Gallagher dopo sedici anni dall’ultima esibizione condivisa. La partenza, fissata a Cardiff, in Galles, il 4 luglio dello scorso anno, aveva già assunto il peso di un evento generazionale: non solo un concerto, ma il ritorno di una frattura familiare e musicale che per lungo tempo era sembrata senza rimedio. Eppure, quella sera, le chitarre hanno ripreso a parlare.
Da Cardiff al tour mondiale: il ritorno di Liam e Noel Gallagher
La ricostruzione proposta dal documentario segue il percorso della band durante il tour, tra città, arene esaurite e attese fuori dai cancelli, dove si sono mescolati fan cresciuti con “Wonderwall” e ragazzi arrivati agli Oasis attraverso playlist, video e racconti dei genitori. Secondo quanto comunicato dalla produzione, “Don’t Look Back In Anger” mostra anche l’impatto emotivo della reunion, il modo in cui la musica del gruppo continua a passare da una generazione all’altra.
Non si tratta soltanto di riprese dal palco. Il progetto promette immagini esclusive delle prove, momenti nel backstage e, soprattutto, le prime interviste congiunte di Noel e Liam dopo oltre vent’anni. Un dettaglio non marginale, perché la storia degli Oasis è fatta anche di frasi taglienti, uscite pubbliche, porte sbattute e riconciliazioni sempre rimandate. Solo allora, davanti alle telecamere, i due si siedono insieme e riprendono il filo.
La reunion era stata accolta come uno dei ritorni rock più attesi degli ultimi anni, anche per il carico simbolico che la band porta con sé. Gli Oasis non sono stati soltanto un gruppo da classifica: hanno incarnato un’idea di pop britannico ruvido, diretto, capace di tenere insieme stadi, pub di periferia e camerette. Nel film, questo legame emerge attraverso i volti dei fan, le file agli ingressi, le voci che cantano prima ancora che inizi il concerto.
Steven Knight firma l’idea, Southern e Lovelace alla regia
Il documentario è prodotto da Magna Studios e Sony Music Vision, con un impianto creativo affidato a Steven Knight, sceneggiatore, produttore e regista candidato ai Bafta e agli Oscar, noto al grande pubblico per “Peaky Blinders” e “A Thousand Blows”. La regia è invece di Dylan Southern e Will Lovelace, già autori di lavori musicali come “Shut Up and Play the Hits” e “Meet Me in the Bathroom”.
Knight, presentando il progetto, ha spiegato che il tour mondiale degli Oasis “ha unito generazioni, culture e Paesi, parlando di riconciliazione a un mondo frammentato”. Poi ha aggiunto che “Don’t Look Back In Anger” non vuole essere soltanto “un biglietto per lo spettacolo”, ma anche “un pass backstage” e un posto al tavolo nel momento in cui Liam e Noel tornano a raccontare “le cose come stanno e come sono state”.
È una definizione che chiarisce l’ambizione del film: non fermarsi alla celebrazione, ma entrare nella materia più delicata del ritorno. La tensione tra i due fratelli Gallagher, negli anni, è stata parte integrante del mito Oasis, quasi quanto i riff e i cori da stadio. Qui, almeno nelle intenzioni, il racconto prova a mettere insieme memoria, musica e un confronto diretto, senza cancellare le crepe.
Uscita al cinema, Imax e poi streaming su Disney+
“Don’t Look Back In Anger” arriverà a settembre in una selezione di sale cinematografiche e in Imax, prima della distribuzione in streaming. Il documentario sarà poi disponibile in esclusiva su Disney+ a livello internazionale, mentre negli Stati Uniti uscirà su Hulu e Disney+ entro la fine dell’anno, secondo quanto comunicato dai produttori.
La finestra in sala conferma la volontà di trattare il film come un evento musicale prima ancora che come un prodotto per piattaforma. Per una band costruita anche sulla dimensione collettiva del concerto, il passaggio dal grande schermo appare coerente: immagini ampie, suono, pubblico che torna a vivere quella stagione insieme, anche se seduto in platea. Non è la stessa cosa di uno stadio. Ma ci si avvicina.
Con materiali mai visti prima, accesso al backstage e interviste ai due Gallagher, il documentario si inserisce nella lunga serie di racconti che negli ultimi anni hanno riportato al centro le grandi band della cultura pop e rock. Nel caso degli Oasis, però, il punto non è soltanto guardare indietro. È capire che cosa resta, oggi, di una musica nata in un’altra epoca e ancora capace di riempire sale, arene e conversazioni familiari. Anche con una sola frase, detta da Liam nel trailer: “Sarà il caos”.


