CINEMA E TV

Sandrelli saluta il cinema con Cortellesi e guarda al teatro

Donna anziana in un lounge aeroportuale brinda con amici accanto a una torta di compleanno e bicchieri di vino Un brindisi in aeroporto al tramonto: una festa intima che richiama il bilancio di una lunga carriera tra cinema e nuovi progetti.

Stefania Sandrelli, 80 anni compiuti il 5 giugno, ha annunciato a Fiumicino che dopo un film con Paola Cortellesi chiuderà con il cinema, durante una festa a sorpresa organizzata dall’imprenditore Sandro Bottega al Plaza Premium First Lounge dell’aeroporto romano, parlando del futuro con la calma di chi ha attraversato sessantacinque anni di set, sale e incontri.

Stefania Sandrelli: “Un film con Paola Cortellesi, poi chiudo con il cinema”

Faccio un film con Paola Cortellesi, una gran donna, poi chiudo con il cinema”. Lo ha detto Stefania Sandrelli senza toni di addio, quasi sistemando una frase tra amici, mentre intorno a lei scorrevamo brindisi, sorrisi e una torta con la scritta “Forever young”. L’attrice, nata a Viareggio e diventata uno dei volti centrali del cinema italiano, ha spiegato di non provare rammarico: “Ho iniziato quando avevo 15 anni e mi sono resa conto che non esiste più il cinema; chiudono le sale, come a Viareggio dove ce n’erano nove in stile liberty, una più bella dell’altra”.

Il riferimento, più che alla carriera personale, è a un mondo cambiato. Le sale cinematografiche, ha osservato Sandrelli, sono sempre meno, e con loro scompare anche una certa abitudine collettiva alla visione. “Non si può tornare indietro, ora sono tempi bui. Non sono nostalgica, non ho rimpianti, tutto cambia, ma credo ancora che il cinema sia il più bello spettacolo del mondo”, ha aggiunto, con quella cadenza piana che non cerca effetti.

La festa a Fiumicino e il legame con Sandro Bottega

Le parole sono arrivate in un contesto privato, non in una conferenza stampa: una conversazione libera al Plaza Premium First Lounge dell’aeroporto di Fiumicino, dove Sandro Bottega, imprenditore del vino, ha voluto riunire amici e familiari per celebrare l’attrice qualche settimana dopo il compleanno. Un incontro nato anche da una storia lunga: il rapporto tra Bottega e Sandrelli risale a 36 anni fa, quando l’imprenditore prese in gestione le terre dell’attrice in Toscana, valorizzando e commercializzando il suo Chianti.

Sulle tavole non mancavano le bottiglie legate a quella collaborazione, accanto alla torta preparata per lei. Sandrelli, sorridente e composta, ha confidato: “Nei giorni precedenti al mio compleanno ci pensavo ed ero molto felice. Adesso ho capito perché. E mi sento più forte oggi che nel passato”. Una frase detta piano, più come bilancio intimo che come dichiarazione pubblica. A 80 anni, l’attrice resta cercata dai registi, anche fuori dall’Italia, e continua a muoversi con naturalezza tra memoria e progetti.

I nuovi film, il teatro e il ricordo dei “colonnelli”

Prima del progetto con Paola Cortellesi, di cui non sono stati forniti dettagli sulla trama, Stefania Sandrelli sarà tra i protagonisti di un film diretto da Massimiliano Bruno. “È un remake di Funeral Party con una ventina di colleghi pazzi e ben noti, tra cui Diego Abatantuono”, ha confidato l’attrice, lasciando intendere un lavoro corale, costruito su tempi comici e presenze di forte riconoscibilità.

Poi, forse, il teatro. Non una tournée, però. “Mi piacerebbe fare teatro perché per un’attrice è un nutrimento, ma non un tour, solo una parte da recitare sempre in un unico posto”, ha spiegato Sandrelli. Muoversi di città in città, cambiare alberghi, ripartire ogni pochi giorni: “Mi sembrerebbe essere un saltimbanco”, ha ammesso. L’idea, semmai, sarebbe una recita fissa, per più settimane, in una sola città. “All’estero è normale, non qui in Italia”.

Parlando dei colleghi del vecchio cinema italiano, Sandrelli non ha esitato. Tra quelli che chiama i “colonnelli” — Ugo Tognazzi, Nino Manfredi, Marcello Mastroianni — il nome che mette davanti a tutti è Vittorio Gassman. “È l’attore che ho amato di più. Gassman è il re, il preferito, un fuoriclasse senza eguali”, ha detto. Su Alberto Sordi, una precisazione: “È un fuoriclasse, ma io parlo di colonnelli”. Una distinzione affettuosa, tutta interna a una generazione che ha segnato il cinema del Novecento.

Roma, Beatles e il sorriso su “Sapore di sale”

Tra una battuta e l’altra, è emerso anche il lato più quotidiano di Stefania Sandrelli. Tifa Roma, “forse perché lo sono i miei nipoti”, ma ha aggiunto di detestare il tifo calcistico: “Solo le donne lo possono capire”. A tavola, nessuna posa da diva: il suo piatto preferito sono le patatine fritte, ha raccontato, insieme alla pasta cacio e pepe. “La domenica andiamo in un ristorante vicino a casa e lo raggiungiamo a piedi”, ha detto, restituendo l’immagine di un’abitudine semplice, quasi domestica.

Nella musica, la scelta va ai Beatles: “Sono stati la colonna sonora della mia vita”, ha affermato Sandrelli, mentre in sala il pianista intonava Il cielo in una stanza. Qualcuno le ha chiesto se quella canzone fosse stata scritta per lei. “No”, ha risposto. “Io sono libera, credo nel libero arbitrio, e non sono la musa di nessuno”.

A quel punto Giovanni Soldati, compagno dell’attrice, seduto accanto a Rocco, uno dei figli di Amanda Sandrelli, ha evocato Sapore di sale. “Paoli stava in Sicilia, davanti a Capo d’Orlando, e ci è rimasto per un mese. Stefania andava e veniva. Alcune parole del testo non sono casuali”, ha raccontato. Sandrelli non ha commentato. Per un attimo è rimasta in silenzio, poi ha regalato ai presenti un sorriso.

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