La mostra fotografica “Above and Below The Line”, dedicata alle donne del cinema italiano del dopoguerra, viene inaugurata venerdì 3 luglio al Regent Street Cinema di Londra per riportare al centro storie professionali rimaste a lungo ai margini, tra set, sale di montaggio, uffici produzione e reparti tecnici di un’industria dominata dagli uomini.
A Londra la mostra sulle donne dietro il cinema italiano
Arriva nel Regno Unito, dopo la presentazione a Bologna della scorsa estate, la mostra “Above and Below The Line”, un percorso fotografico che racconta il lavoro di aiuto registe, sceneggiatrici, segretarie di edizione, montatrici e fotografe di scena attive tra gli anni Quaranta e gli anni Settanta. L’inaugurazione è fissata al Regent Street Cinema, nel cuore di Londra, con una serata che unisce immagini, testimonianze e confronto pubblico. Non solo memoria, dunque. Anche una rilettura del modo in cui il cinema italiano è stato costruito, spesso, da mani e sguardi rimasti fuori dai titoli principali.
Il progetto mette a fuoco figure che hanno attraversato il set con competenze diverse, in molti casi decisive: chi teneva insieme la continuità narrativa, chi seguiva il lavoro degli attori, chi documentava le riprese, chi contribuiva alla scrittura o alla costruzione quotidiana della produzione. Professioniste del cinema che, in un sistema rigido e segnato da forti gerarchie, hanno trovato spazio con tenacia, intuito e mestiere. “Sono storie che aiutano a capire meglio non solo il passato, ma anche il presente dell’industria”, è il senso del lavoro di ricerca che accompagna l’esposizione.
La tavola rotonda al Regent Street Cinema
La serata di apertura prevede una tavola rotonda moderata da Alessandra Gonnella, regista, scrittrice e produttrice italo-britannica, da anni attiva a Londra tra cinema indipendente e progetti internazionali. Con lei dialogheranno la montatrice Roberta Bonomi, la regista televisiva Giulia Gandini, l’assistente operatrice Ilaria Fulvio, Eleonora Pesci, responsabile acquisizioni di Curzon, e l’aiuto regista Eleonora Cao Pinna. Un panel costruito, non a caso, intorno a mestieri diversi: dalla regia al montaggio, dalla fotografia alla distribuzione.
Il confronto servirà a collegare le esperienze delle donne raccontate nella mostra con quelle di chi lavora oggi nel settore audiovisivo, in Italia e nel Regno Unito. In questo passaggio, il tema non è soltanto la rappresentanza femminile, ma il riconoscimento del lavoro svolto “sopra e sotto la linea”, come indica il titolo stesso dell’esposizione: da una parte le funzioni creative più visibili, dall’altra quelle produttive, tecniche e organizzative. E spesso il confine, nella pratica di un set, era molto meno netto di quanto apparisse sulla carta.
Il progetto di ricerca tra Warwick, Oxford Brookes e Cineteca di Bologna
La mostra “Above and Below The Line” nasce nell’ambito di un progetto di ricerca sviluppato tra l’Università di Warwick, la Oxford Brookes University e la Cineteca di Bologna, con il patrocinio dell’Istituto Italiano di Cultura di Londra per la tappa britannica. Il lavoro accademico e archivistico ha permesso di recuperare immagini, percorsi professionali e materiali legati a donne che hanno contribuito al cinema italiano in anni di forte trasformazione, dal dopoguerra al boom produttivo, fino alla stagione dei cambiamenti sociali degli anni Settanta.
Al centro ci sono biografie spesso frammentarie, ricostruite attraverso archivi, fotografie di set, documenti di produzione e testimonianze. Non sempre i nomi di queste lavoratrici sono entrati nella memoria collettiva come quelli dei registi o degli attori con cui collaboravano. Eppure, proprio nei dettagli del loro lavoro — una nota di continuità, una scelta di montaggio, una fotografia scattata durante le riprese — si ritrova una parte concreta della storia del cinema italiano. Una storia fatta di creatività, certo, ma anche di organizzazione, resistenza quotidiana e competenze trasmesse sul campo.
Interviste e testimonianze fino al 17 luglio
Durante l’inaugurazione è prevista anche la proiezione di interviste a donne che raccontano le proprie esperienze nell’industria cinematografica italiana. Voci dirette, raccolte per restituire non solo i risultati professionali, ma anche le difficoltà incontrate: l’accesso ai ruoli tecnici, la necessità di dimostrare di più, il peso di ambienti pensati quasi sempre al maschile. Alcune testimonianze, secondo gli organizzatori, mostrano come fantasia e inventiva siano state strumenti di lavoro, ma anche forme di adattamento e di affermazione.
La mostra resterà aperta al Regent Street Cinema di Londra fino al 17 luglio, offrendo al pubblico britannico una finestra su un capitolo meno raccontato della cultura italiana del Novecento. Non un omaggio generico, ma un tentativo di rimettere ordine nei crediti, nei ruoli e nelle memorie. Perché dietro molti film del dopoguerra, accanto ai nomi più noti, c’erano donne capaci di tenere insieme creazione artistica, produzione e vita quotidiana del set. Solo adesso, in molti casi, quelle presenze tornano visibili.



