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Sanremo 2027, il toto nomi e i primi rumors (e spuntano nomi bomba)

primo piano di Stefano De Martino

Mancano ancora nove mesi al debutto di Stefano De Martino alla guida del Festival di Sanremo 2027, eppure la macchina organizzativa della kermesse è già in pieno fermento, muovendosi tra clamorose indiscrezioni e progetti di profondo rinnovamento.

Il direttore dell’Intrattenimento Prime Time Rai, Williams Di Liberatore, ha tracciato una linea che unisce continuità e innovazione, finalizzata a lanciare nuovi talenti attraverso un format che si preannuncia più snello, con un cast di Big ridotto a 24-26 artisti.

L’attenzione di De Martino è focalizzata sullo scouting musicale, ma a catturare l’interesse sono soprattutto i rumors legati ai possibili co-conduttori. L’indiscrezione più insistente riguarda il clamoroso ritorno di Maria De Filippi sul palco dell’Ariston, fortemente voluta dal presentatore che proprio da lei fu lanciato nel 2009. Accanto al suo nome rimangono calde le piste che portano ad Antonella Clerici, Francesca Fagnani e Andrea Delogu.

La rivoluzione che De Martino starebbe preparando

Le vere bombe di questa edizione risiedono però nei meccanismi della gara e del voto. Secondo quanto trapelato, le major discografiche e la FIMI avrebbero spinto per una modifica epocale: trasformare la serata del venerdì in una gara “eurovisiva” indipendente, in grado di decretare il rappresentante italiano per l’Eurovision.

Primo piano di Stefano De Martino nello studio Rai

De Martino si prepara alla rivoluzione di Sanremo 2027 (Credits Rai Play)

Sanremo 2027 si troverebbe così ad avere due vincitori distinti, una strategia pensata per convincere i grandi nomi della musica a mettersi in gioco sul palco dell’Ariston.

Sul fronte del voto, il co-direttore artistico Fabrizio Ferraguzzo starebbe valutando l’introduzione di una vera e propria “Academy” per la Sala Stampa. L’idea prevede una giuria ristretta a 30 o 50 giornalisti specializzati con voto trasparente, superando così i limiti dei vecchi sistemi balzati al centro delle polemiche nelle passate edizioni.

Infine, il capitolo artistico promette colpi di scena storici. Da un lato si fa concreta l’ipotesi del debutto in gara di Tiziano Ferro, che ha aperto pubblicamente alla competizione. Dall’altro, un’indiscrezione lanciata da Fiorello suggerisce una possibile reunion dei Måneskin proprio all’Ariston.

La band, in pausa dal 2024 per i progetti solisti dei componenti, potrebbe ritrovarsi sul palco che l’ha consacrata sei anni fa, complice il legame professionale con lo stesso Ferraguzzo, manager del gruppo. Si profila un Festival blindato e di rottura, pronto a ridefinire le regole del gioco televisivo e musicale.

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