PERSONAGGI

Irama e la confessione mai fatta prima: cosa è successo al cantante

irama ospite di sanremo

Il racconto del successo non è mai lineare, soprattutto nel mercato discografico contemporaneo, dove la linea che separa il dimenticatoio dalla gloria è incredibilmente sottile.

A ricordarlo, con una maturità artistica e personale che ha letteralmente conquistato il pubblico, è stato Filippo Maria Fanti, in arte Irama. Ospite nel salotto televisivo di This is me, qualche tempo fa, il cantautore ha ripercorso le tappe fondamentali della sua carriera di fronte a Silvia Toffanin, regalando una confessione profonda sul significato della caduta e della successiva rinascita.

Per l’artista, il ritorno su quel palco non è stato solo un momento di celebrazione, ma l’occasione per fare un bilancio emotivo su quello che, a tutti gli effetti, ha rappresentato il vero e proprio punto di svolta della sua vita professionale.

La filosofia del Kintsugi: rinascere dalle macerie del passato

Prima di diventare il Re Mida delle classifiche italiane, capace di collezionare certificazioni e riempire i palazzetti, Irama ha dovuto fare i conti con la durezza della gavetta e, soprattutto, con le porte in faccia. Alle sue spalle c’erano già un contratto discografico e un passaggio a Sanremo Giovani, esperienze che tuttavia non erano bastate a garantirgli il successo sperato, lasciandolo in una sorta di limbo artistico.

È in questo contesto che si inserisce l’ingresso nella scuola di Amici di Maria De Filippi, un’esperienza affrontata non come un semplice trampolino per esordienti, ma come un’autentica e preziosissima seconda opportunità. “C’è una tecnica giapponese che quando si rompe un vaso lo riparano con dell’oro per renderlo più prezioso. Significa che se capita una cosa brutta subito dopo ce ne sarà una bella”.

Con questa metafora, che richiama l’arte del Kintsugi, il cantante ha spiegato come quel percorso televisivo e umano lo abbia profondamente fortificato, dandogli la libertà e la forza di far ascoltare finalmente le sue canzoni a una platea immensa.

Primo piano di Irama

Il dualismo artistico e la magia sul palco con Ermal Meta

L’intervista ha offerto anche uno spaccato interessante sulla genesi della sua musica, che Irama descrive come il risultato di un costante dualismo interiore, sospeso tra il rispetto sacro per la tradizione cantautorale italiana e l’energia più contemporanea del mondo urban. Due anime apparentemente distanti che convivono perfettamente nella sua produzione e che hanno trovato la loro massima espressione durante la performance della serata.

Il momento più alto dello show è coinciso con un emozionante medley in cui Irama ha condiviso la scena con un ospite d’eccezione, Ermal Meta. I due artisti hanno incantato lo studio eseguendo, tra gli altri brani, una struggente versione di Piccola Anima.

Al termine dell’esibizione, visibilmente commosso, il cantante ha voluto sottolineare la rarità di quel momento, spiegando come dividere il palco con un collega diventi un’esperienza magica e amplificata soprattutto quando, oltre alla stima professionale, esiste un legame emotivo sincero e profondo.

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