MUSICA

Caldo estremo, l’allarme per i festival europei cresce

Pubblico lascia un festival all’aperto sotto nuvole scure, con palco spento e pozzanghere sul terreno Parte del pubblico si allontana dall’area palco mentre arrivano nuvole temporalesche, segnale di stop o rinvii per maltempo.

I festival musicali europei stanno facendo i conti, in queste settimane tra giugno e inizio luglio, con ondate di caldo, temporali violenti e allerte meteo che hanno imposto cancellazioni e rinvii in Spagna, Paesi Bassi, Belgio e Francia, per ragioni di sicurezza indicate dalle autorità locali e dagli organizzatori. Il segnale era arrivato già dal Primavera Festival di Barcellona, dove una serata del sabato era stata compromessa da un forte temporale: niente main stage per artisti attesi come Massive Attack e Bad Gyal, con proteste del pubblico e critiche alla gestione dell’emergenza.

Festival europei, l’estate dei concerti sotto pressione

Da allora, il quadro non si è alleggerito. La combinazione tra caldo estremo e temporali improvvisi ha colpito una parte ampia della stagione live, costringendo diversi organizzatori a rivedere programmi costruiti da mesi. Non solo singoli concerti: in alcuni casi sono saltate intere giornate, con pubblico già in viaggio, artisti pronti a salire sul palco e squadre tecniche al lavoro dietro le quinte.

Nei Paesi Bassi, un “allarme rosso per le temperature estreme” ha portato allo stop del Defqon.1, appuntamento molto seguito della musica elettronica. Stessa sorte per il Nous’klaer Festival di Rotterdam, fermato a un solo giorno dall’apertura dopo le indicazioni delle autorità locali. Il problema ha riguardato anche Concert at Sea e Scandal, che sui social ha scelto una formula asciutta, quasi di resistenza: “Torneremo”. Poche parole. Ma sufficienti a rendere l’idea.

Belgio e Francia, cancellazioni e palchi svuotati

In Belgio, il Werchter Boutique si è chiuso prima del previsto, con l’annullamento del concerto di Katy Perry. La cantante ha affidato il suo messaggio ai social: “Mi spiace ma non posso controllare il tempo”, ha scritto, aggiungendo di essere “infelice quanto voi” per una decisione che, ha spiegato, non dipendeva da lei. Sempre in Belgio, anche Paradise City e Couleur Café si sono fermati su richiesta delle autorità.

La situazione è stata tesa anche in Francia, dove i B-52’s hanno visto cancellare la loro esibizione al C Trop Music Festival di Tilloloy poco prima dell’ingresso in scena. Il leader Fred Schneider ha parlato di “un disastro totale”, raccontando fulmini, vento molto forte e pioggia battente mentre il team stava ancora lavorando al palco. “Per fortuna il nostro tour manager ha detto di aspettare dieci minuti”, ha spiegato, perché le condizioni stavano peggiorando. Dietro le quinte, secondo il suo racconto, la corrente sarebbe saltata più volte e parte della crew sarebbe rimasta bloccata, cercando riparo dove possibile. In programma c’erano anche Kaytranada e Anderson .Paak, poi cancellati.

Garorock fermato, in Italia per ora pochi stop

Sempre in Francia, il Garorock ha annullato le giornate di sabato e domenica dopo il passaggio a codice arancione. In diverse città, durante le celebrazioni della Festa della musica del 20 e 21 giugno, sono stati introdotti divieti sul consumo di alcol in pubblico, misura legata alla gestione dell’ordine e alla sicurezza in un contesto meteo complicato. Decisioni diverse, stesso punto di partenza: ridurre il rischio per spettatori, tecnici e artisti.

In Italia, almeno finora, le condizioni climatiche non hanno portato ad annullamenti disposti dalle autorità per i grandi festival. Un caso isolato riguarda Loredana Bertè, che ha cancellato un concerto a Perugia spiegando che “il caldo mette a rischio la mia salute”. Una scelta personale, comunicata senza giri di parole, che però si inserisce in un contesto più ampio: chi organizza eventi all’aperto, oggi, deve valutare non solo scalette e logistica, ma anche temperature, idratazione, aree d’ombra, piani di evacuazione. Tutto insieme.

Yourope: “Situazione senza precedenti” per gli eventi live

Le prossime settimane, secondo le previsioni meteo diffuse nei vari Paesi, potrebbero portare nuove ondate di caldo e altre criticità per la stagione dei festival europei. Il network Yourope, che riunisce 136 festival in oltre 30 Paesi, ha parlato con NME di una “situazione senza precedenti”. Il punto, ha spiegato un portavoce, non riguarda solo il meteo del giorno: riguarda la capacità di preparare infrastrutture, comunicazioni rapide, piani operativi e procedure condivise con le autorità.

Lo stesso portavoce ha ammesso però un limite difficile da ignorare: alcuni fenomeni meteorologici estremi superano ciò che può essere previsto o pianificato in modo ragionevole. È qui che il settore live si trova davanti alla sua estate più complessa, tra assicurazioni, costi già sostenuti, rimborsi, artisti da riprogrammare e pubblico da informare in tempo reale. Un equilibrio fragile, a volte deciso in pochi minuti, mentre sopra il palco cambia il cielo.

Change privacy settings
×
Change privacy settings
×