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MACE porta il docufilm «Out Of Body Experience» alla Festa del Cinema di Roma

MACE porta il docufilm «Out Of Body Experience» alla Festa del Cinema di Roma Immagine generata con AI

Il 22 ottobre 2026 la Festa del Cinema di Roma ha ospitato al Teatro Olimpico ACEA, alle 20:30, la proiezione del docufilm dedicato a MACE — un out of body experience docufilm che racconta dall’interno l’esperienza performativa del producer italiano. Il titolo completo dell’opera è Mace – An Out of Body Experience, e la sua presenza al festival conferma come il confine tra musica e cinema continui ad assottigliarsi, con la Festa del Cinema che quest’anno ha riservato ampio spazio a progetti audiovisivi nati dentro l’industria musicale.

Un film che nasce dal ritorno al Forum

Al centro del docufilm c’è il ritorno di MACE al Forum — un momento che il film usa come asse narrativo e punto di partenza per esplorare cosa significa costruire e abitare uno spettacolo live di quella portata. Non si tratta di una semplice ripresa del concerto: la scelta registica di Giorgio Testi, che ha firmato la direzione, è quella di portare lo spettatore dentro la dimensione esperienziale e sensoriale che precede, accompagna e segue la performance sul palco.

La sceneggiatura è opera di Fabio Migliorati, il che suggerisce un approccio strutturato alla narrazione — non un documento grezzo, ma un racconto costruito con una logica drammaturgica precisa. Il titolo stesso, Out Of Body Experience, rimanda a qualcosa che va oltre la cronaca di un evento: è la promessa di uno sguardo dissociato, quasi allucinatorio, su ciò che accade quando la musica diventa spettacolo totale.

La produzione dietro l’out of body experience docufilm

Il progetto è stato prodotto da Blackball insieme ad A1 Concerti, in associazione con M74. Si tratta di una filiera produttiva che unisce competenze cinematografiche e competenze legate all’industria dei concerti — una combinazione che non è casuale. Quando chi produce il film conosce dall’interno la macchina organizzativa di un evento live di quella scala, il risultato tende a essere più preciso, meno agiografico, più attento alle tensioni reali che animano la preparazione di uno show.

Questo tipo di docufilm — che si situa a metà tra il film-concerto e il documentario di creazione — ha una tradizione consolidata a livello internazionale, ma in Italia resta ancora un formato relativamente raro. La presenza di Mace – An Out of Body Experience alla Festa del Cinema di Roma rappresenta quindi un segnale: c’è spazio, e c’è interesse critico, per opere che trattano la musica contemporanea con gli strumenti del cinema documentario.

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La Festa del Cinema di Roma come palcoscenico per la musica

La scelta del Teatro Olimpico ACEA come venue per la proiezione non è neutra. Si tratta di una sala con una storia legata allo spettacolo dal vivo — teatrale e musicale — il che crea una risonanza simbolica con il contenuto del film. Proiettare un docufilm su un’esperienza performativa in un teatro che è esso stesso uno spazio performativo aggiunge un livello di coerenza alla serata.

Quest’anno la Festa del Cinema ha dedicato una parte significativa della sua programmazione a film e progetti che mettono al centro la musica, con diversi titoli che esplorano il rapporto tra artisti e palcoscenico. Il docufilm su MACE si inserisce in questo filone con una specificità tutta italiana: racconta un producer — figura spesso invisibile al grande pubblico — e lo mette al centro di una narrazione visiva che ne restituisce la dimensione pubblica e artistica.

Perché questo progetto conta per chi studia e lavora nella musica

Al di là del valore cinematografico, Mace – An Out of Body Experience offre uno spunto riflessivo per chi studia produzione musicale, management dello spettacolo o sound design. Documenti audiovisivi di questo tipo — quando ben costruiti — funzionano come casi studio: mostrano le scelte estetiche, logistiche e creative che trasformano un progetto discografico in un evento live. La collaborazione tra Blackball e A1 Concerti è già di per sé un modello di come industria musicale e industria cinematografica possano lavorare in sinergia, condividendo risorse e competenze per dare vita a un prodotto che non appartiene completamente né all’una né all’altra.

Per chi segue la scena della produzione italiana, la proiezione alla Festa del Cinema è anche l’occasione per vedere riconosciuto — in un contesto di legittimazione culturale autorevole — un lavoro che nasce dentro la musica pop e urban italiana. Il fatto che un out of body experience docufilm centrato su un producer italiano approdi in una delle vetrine cinematografiche più importanti del paese dice qualcosa su come stia cambiando la percezione pubblica di queste figure. Non più semplici artigiani dell’audio, ma autori con una visione riconoscibile — degna, appunto, di essere raccontata in sala.

La serata del 22 ottobre al Teatro Olimpico ACEA ha rappresentato, in questo senso, molto più di una proiezione: è stato il momento in cui un progetto nato nella musica ha preso posto, a pieno titolo, nel discorso cinematografico italiano. Per ulteriori informazioni sulla Festa del Cinema di Roma è possibile consultare il sito ufficiale del festival.

Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.

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