MUSICA

Rkomi torna alle origini al Fabrique di Milano con il nuovo EP ‘A Milano’

Rkomi torna alle origini al Fabrique di Milano con nuovo EP 'A Milano' Rkomi torna al rap con 5 notti sold out al Fabrique di Milano. Nuovo EP 'A Milano' con ospiti Marracash, Ernia e Night Skinny, più singolo con Jake La Furia.

Con cinque serate consecutive sold out al Fabrique di Milano a partire dal 3 novembre 2026, Rkomi ha scelto il palco più simbolico della sua città per sancire un ritorno che i suoi fan aspettavano da tempo: quello al rap, alle radici, al suono che lo aveva fatto emergere dal quartiere milanese di Calvairate prima che il pop lo portasse su palchi e classifiche di tutt’altro segno. Non è un semplice concerto, né una semplice residency: è una dichiarazione d’intenti accompagnata dall’annuncio di un nuovo EP intitolato A Milano, otto tracce pubblicate su Island Records che chiudono un cerchio aperto dieci anni fa.

Cinque notti sold out: Rkomi al Fabrique di Milano ritrova il suo pubblico

La scelta del Fabrique non è casuale. Il club milanese è da anni uno dei riferimenti della scena urban e rap italiana, una venue che sa contenere tanto l’energia di un live di quartiere quanto la dimensione di un evento su scala nazionale. Per Rkomi al Fabrique di Milano, cinque serate esaurite in prevendita significano qualcosa di preciso: un pubblico che non si è disperso durante gli anni pop, che ha aspettato, e che adesso risponde in massa a una chiamata che suona autentica.

La residency è partita il 3 novembre 2026 e si è articolata su cinque date consecutive, tutte sold out. Un formato insolito per il mercato italiano, dove le residency di questo tipo — più notti consecutive nella stessa venue — sono ancora rare e solitamente riservate ad artisti con un seguito consolidatissimo. Rkomi ha dimostrato di avere entrambe le cose: il seguito e la credibilità per trasformare un club in un luogo di pellegrinaggio temporaneo.

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Gli ospiti sul palco: Marracash, Ernia e Night Skinny

Parte del peso specifico di queste serate lo hanno portato gli ospiti. Sul palco del Fabrique sono saliti Marracash, Ernia e Night Skinny — tre nomi che non hanno bisogno di presentazioni nel panorama rap italiano, e che insieme a Rkomi rappresentano una generazione e una scena ben definita. La presenza di Marracash in particolare ha un valore simbolico preciso: è uno dei padri del rap milanese contemporaneo, e la sua apparizione accanto a Rkomi in un contesto dichiaratamente back to rap funziona come una sorta di passaggio di testimone, o meglio, di riconoscimento reciproco.

Night Skinny, produttore e artista tra i più influenti della scena italiana degli ultimi anni, porta sul palco un legame ancora più diretto con il suono del nuovo EP. Ernia, dal canto suo, rappresenta quella continuità tra rap di qualità e successo commerciale che Rkomi sta cercando di ricostruire — o forse di rivendicare — con A Milano.

Il nuovo EP A Milano: dieci anni dopo Dasein Sollen

Il progetto discografico annunciato durante la residency è il vero fulcro di tutto. A Milano è un EP di otto tracce pubblicato su Island Records, e il suo significato si capisce meglio guardando indietro: dieci anni fa, Rkomi esordiva con Dasein Sollen, un EP che aveva fissato le coordinate di un artista ancora grezzo ma già con una voce riconoscibile. Quel progetto era figlio di Calvairate, del rap underground milanese, di una scena che cresceva senza grandi budget ma con una coerenza stilistica rara.

Nel mezzo, Rkomi ha percorso una traiettoria che lo ha portato lontano da quel suono: collaborazioni pop, singoli radiofonici, partecipazioni televisive. Una fase che gli ha garantito visibilità enorme ma che, evidentemente, non lo ha soddisfatto fino in fondo. A Milano è la risposta a quella sensazione — non una rinnegazione del percorso fatto, ma un riposizionamento consapevole. Il titolo stesso è un manifesto: la città come origine, come identità, come punto di ritorno.

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Non è un caso che i suoi collaboratori storici delle origini — Tedua e Bresh, con cui aveva condiviso i primi anni della sua carriera — appartengano allo stesso universo geografico e culturale che A Milano vuole celebrare. Quel legame con Calvairate, con la Milano che non finisce sui social patinati, è il filo conduttore dell’intero progetto.

Cosa significa questo ritorno per la scena rap italiana

Il caso Rkomi non è isolato. Negli ultimi anni, diversi artisti italiani che avevano abbracciato sonorità pop o mainstream hanno cercato di tornare verso lidi più autentici — con risultati alterni. La differenza, nel caso di Rkomi al Fabrique di Milano, è che il ritorno non sembra una mossa calcolata per recuperare credibilità perduta, ma una scelta che ha trovato una forma coerente: un EP con una direzione precisa, una venue giusta, ospiti che appartengono alla stessa narrazione.

Il formato della residency, in questo senso, è più di un dettaglio logistico. Cinque notti nello stesso posto, con ospiti diversi e un pubblico che torna, costruiscono un’esperienza cumulativa — quasi un’installazione live. È un modo di dire: questo non è un one-shot promozionale, è un momento che voglio abitare, non solo attraversare. Per RSI Cultura, che ha seguito il progetto, A Milano rappresenta proprio questo: un artista che ritrova la propria lingua dopo un periodo di traduzione forzata.

Cinque sold out, un EP di otto tracce, tre ospiti di peso e una città che fa da sfondo e da soggetto allo stesso tempo: Rkomi ha costruito intorno a questo novembre milanese qualcosa che va oltre la semplice promozione discografica. Resta da vedere come A Milano si posizionerà nel panorama rap italiano nei prossimi mesi — ma le premesse, almeno sul piano del consenso dal vivo, sono difficilmente contestabili.

Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.

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