MUSICA

Naska debutta in Columbia con Nascondino

Naska debutta in Columbia con Nascondino Immagine generata con AI

Da oggi, 23 ottobre 2026, Nascondino è disponibile su tutte le piattaforme: con questo singolo, Naska — al anagrafe Diego Caterbetti, classe 1997 — segna il suo debutto ufficiale con Columbia Records/Sony Music Italy, aprendo quella che lui stesso definisce una nuova fase della sua carriera. Il brano è una ballad rock che affronta uno dei temi più universali dell’esistenza: la sensazione di aver perso qualcosa di sé nel passaggio dall’adolescenza all’età adulta.

Naska e Nascondino: il significato dietro il titolo

Il titolo non è scelto a caso. Nascondino richiama direttamente il gioco dell’infanzia — quello in cui ci si nasconde e qualcuno deve trovarti — ma lo ribalta in chiave introspettiva: qui non è un altro a cercarti, sei tu stesso a dover ritrovare una parte di te rimasta indietro mentre crescevi. Caterbetti costruisce il brano attorno a questa metafora, trasformando un’immagine semplice e riconoscibile in un’esplorazione del confronto con il proprio passato e con l’identità che si è lasciata andare, spesso senza accorgersene.

Il tema del naska nascondino — inteso come ricerca di sé attraverso la memoria e la crescita — non è nuovo nella canzone italiana, ma raramente viene trattato con questo equilibrio tra struttura rock e vulnerabilità emotiva. La scelta di una ballad, in un percorso artistico spesso associato al pop-punk più energico, segnala una maturità compositiva che il brano conferma pienamente fin dai primi ascolti.

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Chi ha scritto e prodotto il singolo

Il brano porta la firma di Diego Caterbetti e Antonio Cirigliano, che hanno lavorato insieme al testo e alla melodia. La produzione è affidata a un trio composto da Luca Faraone, Antonio Cirigliano e Danusk — una collaborazione che garantisce al pezzo una costruzione sonora solida, capace di sostenere il peso emotivo del testo senza sovraccaricarlo. La presenza di Cirigliano sia in fase di scrittura che di produzione suggerisce un approccio integrato, in cui la visione del brano è rimasta coerente dall’idea iniziale alla realizzazione finale.

Per un artista che ha costruito la sua fanbase su una proposta musicale riconoscibile e diretta, affidare la produzione a collaboratori già coinvolti nella scrittura è una scelta che riduce il rischio di dispersione stilistica — e in Nascondino si sente.

Il cambio di etichetta: cosa significa per la carriera di Naska

Il passaggio a Columbia Records/Sony Music Italy è il dato strutturale più rilevante di questa uscita. Non si tratta semplicemente di un nuovo singolo: Nascondino è il primo tassello di una fase inedita, con una major alle spalle e risorse distributive e promozionali significativamente diverse rispetto al percorso precedente. Columbia Records Italy ha accolto ufficialmente Naska nella sua roster, un segnale che l’etichetta vede nell’artista un potenziale di crescita su scala più ampia.

Per un cantautore nato nel 1997, che ha costruito la sua identità artistica nel circuito pop-punk italiano, l’approdo a una major rappresenta un momento di svolta che porta con sé tanto opportunità quanto aspettative. La scelta di esordire con una ballad rock — e non con un pezzo più immediato e radiofonico — dice qualcosa sull’intenzione di posizionarsi con una proposta che abbia profondità, non solo impatto immediato. È una scommessa artistica, oltre che commerciale.

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Puoi ascoltare il brano e seguire gli aggiornamenti sul profilo ufficiale di Naska su Instagram.

Il Naska Club Tour 2027 come orizzonte

Il singolo non è un episodio isolato: Nascondino segna l’inizio di un percorso che proseguirà con il Naska Club Tour 2027. La connessione tra il brano e il tour suggerisce che questo nuovo capitolo discografico sia pensato in modo organico — un’uscita che prepara il terreno per un live pensato, verosimilmente, per un pubblico più ampio di quello già consolidato.

Il naska nascondino come punto di partenza di un tour è una scelta narrativa precisa: si inizia con un brano che parla di ritrovare se stessi, e poi ci si porta davanti al pubblico. C’è una logica in questo arco, e vale la pena seguirla.

Con Nascondino, Diego Caterbetti dimostra che il cambio di etichetta non è solo un fatto amministrativo ma una dichiarazione d’intenti: la ballad rock con cui debutta su Columbia è un brano che chiede attenzione, non solo ascolto passivo — e questo, nel panorama attuale, è già una presa di posizione.

Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.

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