MUSICA

DADA’, Viscera: l’album più cupo dopo Core in Fabula, con spettacolo a Napoli

DADA', Viscera: l'album più cupo dopo Core in Fabula, con spettacolo a Napoli DADA' pubblica venerdì 30 ottobre il nuovo DADA' Viscera Album con 8 tracce che abbandonano le fiabe di Core in Fabula per sonorità più cupe e viscerali.

DADA’, cantautrice napoletana all’anagrafe Gaia Eleonora Cipollaro, pubblica venerdì 30 ottobre 2026 il nuovo album Viscera in formato digitale e su vinile: otto tracce che segnano uno scarto netto rispetto al lavoro precedente, abbandonando il registro fiabesco di Core in Fabula per addentrarsi in un territorio sonoro e narrativo più oscuro, dove il dolore diventa materia da affrontare senza filtri. Il dada viscera album arriva preceduto dal singolo Mela Wela, uscito il 23 ottobre, e accompagnato da un evento teatrale che porta il progetto sul palco di Napoli a novembre.

Da Core in Fabula a Viscera: un cambio di prospettiva

Il percorso artistico di DADA’ ha sempre avuto una forte componente narrativa, ma con Viscera la cantautrice napoletana sceglie di abbandonare il mondo delle fiabe che aveva caratterizzato Core in Fabula. Dove il disco precedente costruiva un immaginario fatto di simboli e racconti fiabeschi, il nuovo album rovescia quella struttura: le fiabe lasciano spazio a qualcosa di più viscerale — come suggerisce già il titolo — e il dolore, la rabbia e la redenzione diventano i nuclei tematici attorno a cui si organizzano le otto tracce.

Questo tipo di evoluzione non è insolita nella traiettoria di una cantautrice che costruisce i propri dischi come progetti coerenti e unitari, quasi dei concept album. La differenza tra Core in Fabula e Viscera non è soltanto di tono: è una scelta di postura artistica. Rinunciare all’incantamento della fiaba per guardare direttamente alla materia grezza dell’esperienza richiede un linguaggio diverso, sia testuale che musicale. Il singolo Mela Wela, uscito una settimana prima del disco, funziona da anticipazione di questa direzione più cupa e diretta.

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Il singolo Mela Wela e la funzione di apertura

Pubblicato il 23 ottobre 2026, Mela Wela è il brano scelto per introdurre Viscera al pubblico. La scelta del singolo di lancio è sempre rivelatrice: un artista seleziona il pezzo che meglio rappresenta la direzione del disco, oppure quello che può funzionare da punto di ingresso per chi ancora non conosce il progetto. In questo caso, il titolo stesso — Mela Wela — conserva una certa ambiguità, un’eco quasi incantata che però si inserisce nel contesto più pesante dell’album.

Il dada viscera album conta in totale otto tracce: una dimensione contenuta, coerente con la scelta di costruire un lavoro concentrato piuttosto che dispersivo. Otto brani permettono di mantenere una tensione narrativa senza disperdere l’attenzione dell’ascoltatore, e suggeriscono un approccio alla scrittura selettivo, in cui ogni pezzo ha un peso specifico all’interno della sequenza complessiva.

Lo spettacolo teatrale al Teatro Trianon Viviani di Napoli

La pubblicazione di Viscera non si esaurisce nell’uscita discografica. DADA’ porta il progetto sul palco con uno spettacolo teatrale intitolato Le fiabe di donna Ruvia, in programma il 14 e 15 novembre 2026 al Teatro Trianon Viviani di Napoli. La scelta del Trianon Viviani — uno dei teatri storicamente più legati alla tradizione musicale e culturale napoletana — non è casuale: radica il progetto nel territorio di provenienza dell’artista e in un contesto che unisce musica e performance scenica.

Il titolo dello spettacolo, Le fiabe di donna Ruvia, crea un cortocircuito interessante con il contenuto dell’album: se Viscera dichiara di abbandonare le fiabe, lo spettacolo ne riprende esplicitamente il riferimento nel titolo. Questo suggerisce che la relazione tra il registro fiabesco di Core in Fabula e la svolta più oscura di Viscera non sia una rottura netta, ma piuttosto una rielaborazione — le fiabe non spariscono, si trasformano in qualcosa di più inquieto e adulto, incarnato nella figura di donna Ruvia.

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Il formato teatrale si adatta bene a un disco come Viscera: la dimensione scenica permette di amplificare la componente narrativa e visiva di un lavoro che, per sua stessa natura, sembra pensato per essere vissuto come un’esperienza totale più che come una semplice raccolta di canzoni.

Perché Viscera è un disco da seguire

Nel panorama della canzone d’autore italiana contemporanea, i progetti che costruiscono un’identità coerente tra disco, estetica e performance dal vivo sono ancora relativamente rari. Il dada viscera album si inserisce in questa categoria: non è un disco di singoli pensati per le playlist, ma un lavoro che chiede un ascolto sequenziale e attento. La scelta di pubblicarlo anche su vinile va nella stessa direzione — il formato fisico implica un rituale di ascolto diverso, meno frammentato, più vicino all’intenzione originale dell’artista.

Per chi segue la scena cantautorale napoletana, o più in generale la musica italiana che non si accontenta di formule consolidate, Viscera rappresenta un momento da non sottovalutare. Dolore, rabbia e redenzione come materiale grezzo: DADA’ sceglie di lavorarci senza allegorie protettive, e questo, in sé, è già una dichiarazione artistica precisa. Chi vuole approfondire il contesto del progetto può seguire gli aggiornamenti direttamente su All Music Italia, che ha documentato l’uscita con dettaglio.

Con l’uscita il 30 ottobre e le due date teatrali a Napoli a novembre, l’autunno 2026 si configura come il momento in cui Viscera troverà la sua forma definitiva — sia nell’ascolto privato che nella dimensione collettiva del palco.

Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.

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