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La riforma del sistema Afam
Le motivazioni
 
Con la firma della Costituzione la UE ha definitivamente approvato l'atto fondante di una nuova cittadinanza europea, giovane ed emozionante quanto saggia e consapevole. In tale contesto il Processo di Bologna rappresenta l'occasione proposta dai Ministri europei dell'Istruzione  per sviluppare un sistema unico e integrato di alta formazione che costituisca l'emblema stesso di tale cittadinanza e ne rappresenti, nel contempo, uno dei pilastri portanti.

L'arte ed il suo insegnamento possono agilmente rappresentarne l'esegesi perché l'istruzione artistica può contare sull'intrinseca universalità dell'arte e dei suoi codici linguistici. Lo studio, la ricerca, la condivisione delle emozioni sedimentate in secoli di pittura, scultura, musica, danza, teatro, potranno contribuire in maniera determinante a sustanziare quel Rinascimento che il Processo di Bologna evoca.  

Le Accademie di belle arti, l'Accademia nazionale di arte drammatica, l'Accademia nazionale di danza, gli Istituti superiori per le industrie artistiche, i Conservatori di musica e gli Istituti musicali pareggiati costituiscono il sistema italiano dell'Alta Formazione Artistica e Musicale (AFAM); la loro diffusione territoriale è frutto e testimonianza della ricchezza delle tradizioni artistiche che l'Italia vanta da molti secoli, sì da essere considerata universalmente la culla dell'arte e da vantare sul suo territorio il 65% del patrimonio dei capolavori di tutto il mondo. 

La legge 508/99 ha riformato il settore artistico-musicale, recependo il dettato costituzionale che prevede all'articolo 33 il sistema della formazione artistica parallelo al sistema universitario. La legge 268/02 ha introdotto alcune modifiche che stabiliscono l'equipollenza tra i diplomi rilasciati dalle Istituzioni prima della legge di riforma e le lauree di primo livello, e che attestano il valore abilitante del diploma rilasciato dalle Scuole di Didattica della Musica ai fini dell'insegnamento nelle scuole secondarie. Il Decreto del Presidente della Repubblica 132/03 ha poi dotato le istituzioni dell'autonomia statutaria, regolamentare e organizzativa. Sono in via di emanazione il regolamento didattico per l'istituzione e l'attivazione dei corsi e gli altri regolamenti previsti dalla Legge di riforma.

Sono attive in tutte le istituzioni AFAM iniziative sperimentali che ampliano la tradizionale offerta formativa e che consentono agli studenti di conseguire diplomi accademici di primo e di secondo livello. Nei corsi sperimentali viene generalmente utilizzato un sistema di crediti formativi basato sul Sistema europeo di accumulazione e trasferimento dei crediti (ECTS): 180 crediti per il triennio di I livello e 120 crediti per il biennio di II livello.

Complessivamente le istituzioni AFAM contano circa 70.000 studenti iscritti, tra cui una significativa quota di  studenti stranieri (7,5%), 8.500 docenti e 2.300 non docenti. La mobilità internazionale è storicamente molto sviluppata presso le Accademie di belle arti, e dal 2000, grazie alla legge di riforma, anche l'Accademia nazionale di danza, i Conservatori di musica e gli Istituti musicali pareggiati possono partecipare ai programmi europei per la mobilità di studenti e docenti.

In sintesi

  1. Il sistema dell’Alta formazione e specializzazione artistica e musicale è costituito da: Accademie di belle arti, Accademia nazionale di arte drammatica, Istituti Superiori per le Industrie Artistiche, Accademia nazionale di danza, Conservatori e Istituti musicali pareggiati.
  2. I Conservatori, l’Accademia nazionale di danza e gli Istituti musicali pareggiati vengono trasformati in Istituti superiori di studi musicali e coreutica.
  3. Tutti questi enti hanno attivato i corsi “3+2” in base alla riforma (ai quali si accede con il diploma di scuola secondaria di secondo grado) che rilasciano diplomi accademici di primo e secondo livello.
  4. I diplomi rilasciati dalle istituzioni formative in base all’ordinamento previgente all’entrata in vigore della riforma, mantengono la loro validità ai fini dell’accesso all’insegnamento, ai corsi di specializzazione e alle scuole di specializzazione legge n° 268/2002.
  5. Ai fini dell’accesso ai concorsi pubblici i diplomi accademici di primo livello (conseguiti da coloro che sono in possesso di diploma di scuola secondaria di secondo grado), sono equiparati alle lauree istituite dalla legge n° 508/1999.
  6. I diplomi accademici di primo livello consentono l’ammissione, previo riconoscimento dei crediti formativi acquisiti, ai corsi di laurea magistrali istituiti dalle Università.
  7. Le istituzioni sono dotate di personalità giuridica e godono di autonomia statutaria, didattica, scientifica, amministrativa finanziaria e contabile.

Le Istituzioni

Accademie di Belle Arti

Le Accademie di belle arti, presenti nelle principali città dei vari stati italiani, nel 1803 divennero nazionali. Fu loro attribuito il compito di formare pittori, scultori, decoratori e scenografi nonché architetti (solo in seguito sarebbero nate autonome Facoltà di architettura). Alle Accademie venne anche affidato il controllo sui monumenti pubblici con le Commissioni dell'ornato, prefigurazione delle attuali Soprintendenze. Alcune Accademie si dotarono di pinacoteche e gipsoteche, per finalità didattiche legate all'elaborazione di strategie per la salvaguardia e tutela del patrimonio artistico italiano; queste collezioni, ed altre frutto dell'organizzazione  di esposizioni annuali, hanno contribuito alla ricchezza del patrimonio museale italiano. Dopo il 1970, le Accademie statali fino ad allora operanti (Milano, Torino, Venezia, Bologna, Carrara, Roma e Palermo) sono aumentate di numero, potendo contare sull'apporto di studenti provenienti dai licei artistici e dagli istituti d'arte. Attualmente sono venti, integrate da sedici istituzioni private e legalmente riconosciute. Grazie alla legge 508/99 e con le sperimentazioni in atto, le Accademie hanno notevolmente ampliato la loro offerta, mentre la legge 143/04 e un recente decreto ministeriale hanno loro affidato la formazione dei docenti di materie artistiche nelle secondarie.

Accademia nazionale di arte drammatica

Fondata nel 1936 dal più grande teorico teatrale italiano, il critico e scrittore Silvio D'Amico, l'Accademia nazionale di arte drammatica vanta fra i suoi ex allievi i più bei nomi del teatro e del cinema italiano, da Vittorio Gassman a Luigi Lo Cascio. L'Accademia è aperta undici mesi all'anno e i suoi corsi, a numero chiuso, richiedono un impegno totale  ai corsisti: tra lezioni, esercitazioni e prove di palcoscenico, sono circa otto le ore di lavoro al giorno per sei giorni la settimana; i corsi sono di durata triennale più un anno di perfezionamento e conciliano la trasmissione del patrimonio teatrale tradizionale con l'attività di ricerca e sperimentazione. L'Accademia ha sempre avuto rapporti con importanti scuole di teatro di altri paesi attraverso accordi bilaterali sostenuti dal nostro Ministero degli esteri. E' del 2003, ad esempio, il protocollo di collaborazione sottoscritto con la Scuola nazionale indiana, che si aggiunge a quelli tradizionali attivati con le scuole di recitazione dell'Unione europea e l'America latina.


Accademia nazionale di danza

Un decreto del 1948 trasfomò la Scuola nazionale di danza in Accademia dotata di autonomia didattica e amministrativa ed affidò la direzione alla ballerina russa Jia Ruskaja, già protagonista degli spettacoli futuristi di Bragaglia. Nella splendida sede dell'Aventino, a Roma, l'Accademia si mise in luce come vivace centro di produzione artistica e culturale, oltre che didattica. Negli anni successivi videro la luce iniziative editoriali, con pubblicazioni annuali affidate a esponenti di spicco della cultura italiana e internazionale, e la creazione di un "Gruppo stabile" di allievi, impegnato in spettacoli e performance all'esterno dell'Accademia. All'insegnamento della danza classica sono state successivamente affiancate nuove discpline come fisiotecnica, anatomia e fisiologia del movimento, spazio scenico; ed è stato notevolmente ampliato il repertorio, oggetto di studio e di produzione artistica, includendo le più importanti scuole e stili storici, dai balletti russi alle coreografie più significative del balletto moderno. Allievi dell'Accademia sono stati o sono tuttora primi ballerini delle compagnie di Pina Bausch come di Maurice Bejart, del Teatro Kirov di Pietroburgo come dell'American Ballet Theatre di New York. 


Istituti superiori per le industrie artistiche

Gli ISIA, nati trent'anni fa a Faenza, Urbino, Firenze e Roma,  sono istituti statali di livello universitario, ed equiparati giuridicamente alle Accademie di belle arti, finalizzati alla formazione di designer progettisti per imprese produttrici di beni e servizi. Il design ha assunto un ruolo di protagonista nello sviluppo dell'economia italiana e mondiale. La necessità di formare designers altamente qualificati ha portato agli inizi degli anni '60 alla nascita di corsi di Disegno industriale in seguito trasformati negli ISIA. Questi istituti prevedono corsi quadriennali a numero chiuso e ridottissimo; sono caratterizzati da un particolare flessibilità del piano degli studi e degli incarichi di docenza, proposti annualmente da un Comitato scientifico didattico a qualificati professionisti ed importanti personalità del mondo dell'arte e della cultura. Gli ISIA di Firenze e Roma sono finalizzati alla formazione professionale nel settore dell'industrial design, l'ISIA di Urbino opera nell'ambito della comunicazione visiva, mentre l'ISIA di Faenza, recuperando la storica vocazione produttiva del luogo, si occupa di formazione nel settore delle tecnologie ceramiche.


Conservatori di musica e Istituti musicali pareggiati

I Conservatori italiani costituiscono, da secoli, il massimo centro di formazione, ai più alti livelli, per cantanti, concertisti, compositori, direttori d'orchestra e, negli ultimi decenni, anche pedagoghi ed altre figure professionali legate alle nuove tecnologie ed ai nuovi linguaggi. I primi istituti, gli ospedali veneziani ed i conservatori napoletani, nacquero come strutture di accoglienza di orfani cui veniva insegnato un mestiere; la centralità della musica e dell'arte in genere nello sviluppo della civiltà occidentale li rese molto rapidamente centri di formazione di altissimo profilo e di fama internazionale, copiati nella loro articolazione anche in altri paesi europei. La maggior parte dei musicisti italiani più noti nel mondo si è formata negli attuali Conservatori e molti di loro vi operano come direttori o docenti. Attualmente il sistema di alta formazione musicale italiano può contare su cinquantasette fra conservatori e sedi staccate  e di circa venti istituti musicali pareggiati. Oltre ai corsi sperimentali triennali di primo livello e biennali di secondo livello, sono ancora attivi i corsi ordinari ante lege 508, cui si accede anche in giovane età purché in possesso di particolari requisiti. La legge 53/02 di riforma della scuola prevede per il 2006/07 la nascita dei licei musicali e coreutici che, insieme alle scuole medie ad indirizzo musicale già attive da 30 anni e ricondotte a ordinamento dalla legge 124/99, costituiranno la formazione musicale propedeutica all'alta formazione. L'attuazione della riforma scolastica permetterà quindi ai Conservatori di musica, in prospettiva, di svincolarsi dalla loro attuale azione didattica relativa anche a quelle fasce d'età, senza che tale evoluzione rechi detrimento alla fondamentale attività di formazione precoce e di valorizzazione dei giovani talenti musicali.

 

Testo della icon Legge 21 Dicembre 1999 n. 50 (135.79 kB) di Riforma delle Accademie di belle arti, dell'Accademia nazionale di danza, dell'Accademia nazionale di arte drammatica, degli istituti superiori per le industrie artistiche, dei Conservatori di musica e degli Istituti musicali pareggiati.





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